Intervista a Saracino: le Hr nell’ottica competitiva

di Barbara Weisz

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Il numero uno di NorthgateArinso Italia presenta in anteprima a ManagerOnline una ricerca su come le aziende usano gli strumenti di gestione delle Hr

«Poter utilizzare una serie di dati che servono a misurare le performances», valorizzando «un patrimonio informativo che ad oggi non viene sfruttato». Così Luca Saracino, managing director di NorthgateArinso Italia, spiega quali sono i principali vantaggi per le aziende che si avvalgono delle ultime tecnologie a supporto della gestione dello Human Capital Management. Sull’utilizzo di questi strumenti NorthgateArinso ha condotto un’indagine, presentata in anteprima a Manageronline, che ha intervistato il numero uno per l’Italia.

Dall’inchiesta emerge che solo il 28,6% delle aziende intervistate utilizza risorse avanzate di analisi dei dati. Nel 57,1% dei casi si tratta di organizzazioni italiane con un respiro internazionale. Sempre fra coloro che li utilizzano, il 78,6% non ha una precisa strategia in merito. Il 28,6% è «un dato basso» conferma Saracino, spiegando che però questa non è una peculiarità italiana: «diciamo che è un mercato in forte crescita dappertutto.Non è che ci siano paesi all’80 o al 90%, C’è un qualche punto percentuale di differenza. Vediamo soprattutto una propensione a investire che ha differenti sensibilità nei diversi paesi».

In generale, «ci sono aziende che hanno deciso di investire, altre che non hanno ancora capito come sfruttare il potenziale di questi strumenti. Il cui vero valore è di business. Si tratta di strumenti che consentono di incrociare costo del personale, performances e competeneze». A seconda dei settori, «ci sono aziende in cui le risorse umane sono tutto il patrimonio aziendale, altre in cui ci sono altri asset. Ma comunque le risorse umane costituiscono un patrimonio competitivo per qualsiasi impresa. Sul mercato ci sono tecnologie che permettono di consolidare dati che arrivano da diverse funzioni. Il vero valore della business intelligence è quello di coniugare dati relativi al personale con quelli relativi al business, agli indicatori finanziari. E di conseguenza costruire cruscotti gestionali».

Proseguendo con la ricerca, fra i responsabili di Hr che non utilizzano questi strumenti, il 62,9% pensa che potrebbero far crescere le prestazioni delle singole business unit. Eppure, il 28,6% non ha in pragramma di introdurle nei prossimi 18 mesi e il 17,1% non sa se lo farà. C’è poi un altro 17,1% che invece prevede di implementare il sistema nei prossimi 18 mesi, mentre il 15,1% è soddisfatto della situazione attuale.

Ci sono quindi delle resistenze da parte delle aziende? «No» risponde Saracino, «non c’è tanta resistenza sul mercato. C’è molto interesse, viene percepita la potenzialità degli strumenti. L’opportunità è quella, per chi si trova a gestire questi dati dal punto di vista operativo, di percepire come metterli a disposizione del business, incrociandoli con altri indicatori, per poi metterli in mano ai decisori, in maniera strutturata», che permette dunque di fare analisi, rilevare i trend.

Qualche altro dato sul tipo di analisi che le aziende utilizzano maggiormente: budget e cost planning, 25%, valutazione delle performances, 20%, headcount e worforce intelligence, 20%, i Kpi (key performance indicator), 16,1%, e il reporting evoluto. Da sottolineare che il 74,9% di chi si avvale di queste analisi non effettua un benchmark fra i propri risultati e quelli di altre organizzazioni. Questa è forse una caratteristica italiana, spiega Saracino, «i dati non vengono confrontati con quelli di aziende simili, concorrenti. All’estero questi confronti sono più utilizzati».

NorthgateArinso sottolinea che questi strumenti offrono alle aziende possibilità di analisi strategiche. Si possono «collegare gli indicatori di business con quelli relativi alle performance delle persone e evedere come questo impatta sui risultati dell’azienda. E capire dove andare ad agire per migliorare».

Spesso la funzione Hr è molto focalizzata sulla parte amministrativa, che è certamente fondamentale, ma non offre un «vantaggio competitivo, che si ha facendo crescere i talenti, sviluppando competenze chiave, aumentando le performances aziendali», tutti aspetti su cui l’utilizzo degli strumenti di business intelligence aiutano a concentrarsi.