Una domanda al capo

di Francesca Vinciarelli

scritto il

Il rapporto con il proprio superiore viaggia sempre su una linea delicata in bilico tra paura e non, ecco allora cosa chiedere e come comportarsi.

Sul lavoro possono verificarsi situazioni difficili, sopratutto nei casi in cui bisogna parlare con il proprio capo di argomentazioni complicate e delicate.

=> Caro capo

Ciò che non deve essere mai presente, quando si chiede qualsiasi cosa al proprio capo, è la paura, avere un dubbio e voler porre una domanda, anche se avrà esito negativo, è un diritto dei lavoratori e per questo non bisogna avere timori. Ci sono però alcune regole che possono aiutare quando si decide di affrontare un discorso complicato. Ad esempio, un aumento dello stipendio, le ferie o una promozione. Questi sono solo alcuni esempi di tanti argomenti delicati, che aumentano o diminuiscono a seconda del tipo di capo.

=> Sei un bravo capo? Attenzione allo stress

A parte questo per evitare più che altro momenti sbagliati, bisogna analizzare alcuni aspetti prima di imbattersi in questi tipi di discorsi. Per quanto riguarda un aumento o una promozione, spesso la risposta che cerchiamo la conosciamo già, sopratutto se negativa, prima di chiedere è importante valutare ad esempio la situazione economica dell’azienda. Apparentemente possono sembrare informazioni difficili da trovare, ma al contrario con un minimo di ricerca, di comunicazione e di conoscenza dell’azienda, si capirà che periodo economico l’azienda sta passando.

=> Ripartire da zero nei rapporti di lavoro

In caso in cui l’esito sarò positivo, basta porsi sempre con adeguata educazione e professionalità, ricordando però di avere delle motivazioni valide per spiegare il perché della richiesta di aumento. Negli altri casi, la regola principale è sempre prima guardarsi attorno, anche nel caso delle ferie si potrebbe capire già da soli se sia il caso o meno di chiederle. L’importante è comunque chiedere i giorni di ferie con largo anticipo, così da dare al datore di lavoro la possibilità di trovare un sostituto o comunque di modificare alcuni elementi causati da un’eventuale assenza.