Apple parte all’attacco e sfida HTC per la violazione di alcuni brevetti

di Emanuele Menietti

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Apple ha da poco avviato una causa legale contro HTC, accusata di aver violato una ventina di brevetti in buona parte dei propri smartphone. La querelle potrebbe portare a un acceso e prolungato confronto tra le due società

«Possiamo starcene seduti e guardare i nostri concorrenti mentre ci rubano le nostre creazioni brevettate, oppure possiamo fare qualcosa di diverso». Non ha usato mezzi termini Steve Jobs per lanciare una nuova guerra dei brevetti che potrebbe vedere Apple e HTC contrapposte per mesi nel tentativo di far valere le proprie rispettive ragioni in sede giudiziaria. Dopo aver avviato un serrato confronto con il colosso finlandese Nokia per la presunta violazione di alcune soluzioni brevettate, la società di Cupertino ha da poco comunicato l’avvio di una serie di azioni legali contro il produttore di Taiwan HTC, uno dei principali protagonisti nel fecondo scenario degli smartphone.

«Abbiamo deciso di fare qualcosa. Pensiamo che la concorrenza sia salutare, ma i competitor dovrebbero creare le tecnologie per conto loro, senza rubarle agli altri» ha aggiunto il CEO di Apple, Steve Jobs, in un breve comunicato da poco diffuso online sul sito web della società della mela morsicata. Stando alle prime informazioni, Apple contesta a HTC l’utilizzo non autorizzato di una ventina di proprie soluzioni brevettate e principalmente legate all’interfaccia grafica degli iPhone, all’architettura hardware e ad alcune altre soluzioni software che animano il dispositivo.

La causa legale è stata depositata presso una Corte distrettuale nel Delaware (USA), mentre copia della documentazione è stata inviata anche alla US International Trade Commission, istituzione che regola e monitora il commercio estero per gli Stati Uniti. HTC avrebbe ricevuto notizia della nuova causa solamente tramite gli organi di informazione e il comunicato stampa di Apple. Attraverso una breve comunicazione, la società di Taiwan ha dichiarato il proprio stupore per l’iniziativa avviata da Apple, ma non ha fornito particolari dettagli sulle accuse ricevute in attesa di essere verificate dal proprio team di esperti.

Nella documentazione fornita da Cupertino compaiono una dozzina di smartphone prodotti da HTC e distribuiti con il marchio della società o attraverso particolari accordi, come nel caso del Nexus One principalmente sviluppato da Google e animato dal sistema operativo Android messo sempre a disposizione da Mountain View. Cinque dei dodici modelli oggetto della causa legale sono invece animati da Windows Mobile, l’OS realizzato da Microsoft e destinato a cambiare sensibilmente nel corso dei prossimi mesi grazie a una nuova edizione.

Stando alle prime informazioni, per ora Apple avrebbe accuratamente evitato di citare Google e Microsoft nella propria iniziativa legale, ma la scelta di concentrare la propria attenzione su HTC conferma indirettamente la volontà di Cupertino di mettere in discussione il successo nel comparto dei due colossi dell’informatica. Nonostante Android e Windows Mobile siano utilizzati da numerosi produttori, come Samsung e Motorola, al momento HTC ha mostrato un maggiore interesse verso gli smartphone animati dalle soluzioni di Google e Microsoft e ha realizzato alcuni modelli in grado di competere quasi ad armi pari con gli iPhone.

Per Apple la possiblità di affermare la proprietà di alcune soluzioni, fondamentali per rendere competitivi gli smartphone touchscreen della concorrenza, potrebbe dunque rivelarsi una valida strategia per arginare il successo dei propri competitor e mantenere parte della propria leadership. La società di Cupertino ha già adottato una condotta simile nel corso degli ultimi mesi nei confronti di Nokia, che non è certo rimasta a guardare. La società finlandese ha risposto alla querelle mettendo in campo una serie di azioni legali per contestare la violazione di alcune soluzioni brevettate, apparentemente utilizzate senza i dovuti permessi negli iPhone, negli iPod e in alcuni casi nei Mac.

La nuova causa legale potrebbe richiedere numerosi mesi prima di entrare nel vivo e alcuni osservatori non escludono la possibilità di un accordo tra Apple e HTC, stipulato al di fuori delle aule dei tribunali, per dirimere il contenzioso in forma consensuale. Tuttavia, tale ipotesi appare al momento remota: gli interessi in gioco sono enormi e la vicenda vede contrapporsi sullo sfondo alcuni dei più grandi protagonisti dell’informatica come Apple, Google e Microsoft.

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