Japan Airlines ritenta il decollo

di Barbara Weisz

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La compagnia, in amministrazione controllata dopo il crack di gennaio, taglia 16 posti, dimezza gli aerei e rinuncia a 49 rotte, fra cui Milano e Roma

Sono stati necessari un paio di mesi più del previsto, ma alla fine l’accordo con i creditori è stato raggiunto e Japan Airlnes ha presentato il proprio progetto di ristrutturazione al Tribunale fallimentare di Tokyo. Un piano che prevede 16mila tagli al personale, la dismissione di 103 aeromobili su 258, la soppressione di 49 rotte. Un ridimensionamento notevole, con la compagnia che deve riposizionarsi per contrastare la concorrenza delle low cost e cogliere l’opportunità rappresentata, per esempio, dai progetti di ingrandimento dei principali scali della capitale nipponica, il Narita International Airport and Haneda Airport.

Fra gli obiettivi, quello di riportare la linea aerea in borsa nel 2013. La Japan Airlines è fallita nel gennaio scorso con un debito di 26 miliardi di dollari, nel più grande crack per una società non finanziaria nella storia giapponese, ed è ora in amministrazione controllata.

Sul fronte finanziario, quello più delicato e complesso, le banche creditrici hanno sostanzialmente rinunciato a circa 521 miliardi di yen, quasi cinque miliardi di euro, di debito. E la compagnia incasserà un finanziameto statale da 350 miliardi di yen. Prevista la dismissione di attività che non fanno parte del core business, come gli hotel. Non si esclude, per il futuro prossimo, la creazione di un marchio low cost.

Il piano dovrebbe avere effetto sui conti già in questo anno fiscale, che secondo le stime della società si concluderà con un utile operativo di 117,5 miliardi al 2012, dopo la perdita operativa di 133,7 miliardi dell’ultimo anno. Ma si attende anche un calo, fino al 15%, del fatturato.

L’Enterprise Turnaround Initiative Corporation, ovvero l’ente governativo che si occupa dell’amministrazione controllata, prevede di riportare l’azienda sul mercato entro il 2013.

I tagli del personale porteranno entro il 31 marzo (che è il termine dell’anno fiscale) la forza lavoro a quota 32mila 600 unità, dalle 48mila 714 di fine marzo scorso. È previsto fra le altre cose un rinnovo del management, con la società che ha dichiarato l’intenzione di puntare sui giovani.

Quanto alle rotte, vengono soppresse quelle meno redditizie o troppo onerose da mantenere. Da segnalare l’eliminazione dei collegamenti con Roma e Milano, che scompariranno dai tabelloni a fine settembre. In generale, le rotte nazionali giapponesi scenderanno a 109, dalle attuali 148, mentre quelle internazionali diventeranno 60 da 75. 

Dalla flotta spariranno tutti i Boeing 747-400, gli Airbus A300-600, gli MD81 e MD 90. Alla fine dell’operazione, la compagnia volerà con quattro modelli di velivoli, dai sette attuali.