Benzina, vertice per scongiurare lo sciopero

di Barbara Weisz

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Alle 15 inizia la riunione al ministero per trovare un accordo che porti alla revoca dello stop dei benzinai, che altrimenti chiudono per tre giorni

L’ultima parola non è ancora detta, perchè il Governo ha convocato le parti per oggi pomeriggio, chiedendo di non fare lo sciopero. Se però la situazione non si sblocca, per tre giorni fare benzina in Italia sarà praticamente impossibile. Lo stop è stato indetto unitariamente dalle tre associazioni di categoria, Faib, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio.

Sulle autostrade, i distributori fermeranno il servizio dalle 22 di stasera alla stessa ora di venerdì 17 settembre, sulla rete ordinaria, quindi in città, la serrata scatta alle 7,30 di domani mattina, e prosegue fino alle 7,30 di sabato mattina, 18 settembre. Niente carburante anche ai self service.

Ma, come detto, il ministero dello Sviluppo Economico ha convocato le parti oggi pomeriggio (la riunione inizia alle 15) chiedendo di revocare l’agitazione. «Presenteremo le proposte elaborate dal Governo per venire incontro alle esigenze delle associazioni dei gestori emerse nell’ultima riunione (lo scorso 8 settembre, ndr)», ha dichiarato il sottosegretario Stefano Saglia, aggiungendo che «la revoca dello sciopero da parte dei gestori sarebbe un gesto molto importante, soprattutto per evitare forti disagi ai consumatori».

La protesta riguarda il riassetto della rete di distribuzione. I gestori accusano le compagnie petrolifere di «abbandonare gli investimenti e smobilitare, nonché di scaricare duramente sull’anello finale della filiera tutte le contraddizioni del sistema», e con il Governo che, spiegano, «lancia una ennesima quanto inutile ristrutturazione della distribuzione dei carburanti, che avvantaggia solo petrolieri, retisti e grande distribuzione». La protesta, aggiungono le tre associazioni, è «in difesa di 25 mila imprese e 75 mila addetti del settore» che «rischiano di perdere diritti e lavoro».

Per sapere come andrà a finire, non resta che aspettare la fine del negoziato di oggi, che potrebbe scongiurare in extremis la serrata. Nel frattempo, gli automobilisti sono nuovamente alle prese con i rincari del carburante. Oggi nessun rialzo dei prezzi, mentre fra venerdì e ieri le compagnie hanno ritoccato i listini. La verde è tornata vicino a 1 euro e 40 centesimi, il gasolio ha superato quota 1,27.

Secondo quanto risulta dalle rilevazioni di prezzibenzina.it, al momento il prezzo più alto applicato è quello di Shell, con la verde a 1,399 euro e il gasolio a 1,274 euro, mentre il più basso è di Esso, con la benzina a 1,387 e il gasolio a 1,252. Quanto alle altre tariffe, Erg, Tamoil, Q8 e Total vendono la verde a 1,394, mentre Ip è a 1,393 e Agip a 1,392. Il gasolio costa 1,265 per Ip, 1,264 per Q8 e Tamoil, 1,262 per Total, 1,261 per Erg e 1,258 per Agip.

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