Silicon Valley: accuse di Insider Trading

di Paolo Iasevoli

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I professionisti avrebbero utilizzato informazioni riservate relative ad aziende tech per investimenti azionari

Una corte federale statunitense ha accusato cinque consulenti e impiegati che lavoravano nella Silicon Valley di aver utilizzato informazioni in loro possesso relative a società come Apple, Dell, Advanced Micro Devices, Taiwan Semiconductor Manufactoring e Flextronics per mettere in atto operazioni di insider trading.

Per arrivare alla formulazione dell’accusa è stata necessaria un’investigazione che è durata ben tre anni e ha seguito costantemente le mosse delle persone coinvolte. I cinque accusati sono tutti consulenti o impiegati della società d’investimento statunitense Primary Global Research, che ha sede a Mountain View in California.

Nonostante ci siano molti metodi legali per far soldi nella Silicon Valley, l’insider trading è evidentemente una tentazione molto forte per coloro che sono in possesso di informazioni che sono in grado di far guadagnare grandi somme molto in fretta.

Una pratica illegale e lucrosa a cui non hanno saputo resistere il vice presidente della Primary Global Research James Fleishman, l’account manager Manosha Karunatilaka e i consulenti Walter Shimoon, Anthony Longoria e Daniel DeVore. Quest’ultimo era stato già arrestato lo scorso dicembre e aveva deciso di collaborare.

In pratica i cinque operatori utilizzavano le informazioni ricevute da persone vicine alle grandi società di tecnologia per speculare sul mercato azionario. Le accuse comprendono frode e cospirazione. I consulenti costituivamo una vera e propria rete di infiltrati nelle principali aziende di tecnologia mondiale, e utilizzavano le informazioni per sé o per altri investitori, facendosi pagare centinaia di migliaia di dollari, secondo quanto ha appurato l’FBI. Gli investigatori hanno considerato le aziende per le quali erano consulenti gli accusati, come parte lesa.

Tra le azioni illegali portate a termine dai cinque consulenti, vi è stata la divulgazione dei dati relativi ai profitti e alle previsioni di mercato di Advanced Micro Devices. Anche Apple era finita nel mirino della cricca. In questo caso i dati oggetto di lucro erano relativi a previsioni di vendita e caratteristiche dell’ultimo modello di smartphone della società di Cupertino, l’iPhone 4.

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