Nucleare e nuovi lavori: arriverà il disaster manager?

di Noemi Ricci

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Il nucleare promette migliaia di posti di lavoro, tra questi arriva la prospettiva di nuove figure professionali critiche: i disaster manager

L’Italia è divisa sul nucleare, da una parte c’è chi è contraria essendo spaventata dagli eventuali pericoli che questo tipo di energia può nascondere, dall’altra c’è chi ci vede un’opportunità per l’Italia di diventare competitiva sul piano internazionale e nuove prospettive sul fronte occupazionale.

Sono tante infatti le figure professionali di cui si avrà bisogno nel caso in cui dovesse passare il referendum previsto probabilmente il prossimo maggio. Tra i migliaia di posti di lavoro che il ritorno al nucleare dell’Italia comporterà ci sono anche quelli a livello dirigenziale e all’orizzonte si prospetta anche la necessità di un disaster manager.

In occasione del recente convegno “La formazione delle risorse umane nel nuovo programma nucleare” tenutosi a Roma, il Commissario dell’ENEA Giovanni Lelli ha dichiarato che è indispensabile riuscire ad identificare con precisione lecompetenze necessarie, così da poter avviare per tempo adeguati interventi di formazione.

I ruoli di cui si avrà necessità dovranno andare a coprire tutti gli aspetti legati alla nuova produzione di energia, dalle operazioni di preparazione del sito, alle costruzioni, ai lavori meccanici ed elettrici, fino ad arrivare alla figura cruciale del project manager. Si parla di 10 mila esperti da occupare in 10 anni.

Parlando di energia nucleare le risorse umane qualificate capaci di garantire elevati standard di qualità e sicurezza diventano un punto di criticità importante. Così Lelli incalza: «la carenza di competenze può diventare una criticità per lo sviluppo dei programmi nazionali, nel caso si dovesse determinare uno squilibrio tra domanda e offerta di risorse umane qualificate, dovuta all’aprirsi di nuove opportunità professionali fuori dall’Italia, vista la crescente attenzione verso il nucleare anche di altri Paesi».

Emerge così la prospettiva di attivare iniziative di formazione specifica per il nucleare, ad esempio un nuovo corso universitario per  “disaster manager”, ovvero persono capaci di gestire non solo i rischi a anche gli eventuali disastri che realtà come  il nucleari potrebbero causare.

 

 

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