È italiano il primo aereo ad idrogeno

di Simona Tenentini

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Il velivolo ad emissioni zero, da semplice prototipo potrebbe divenire un vero e proprio vettore da utilizzare nei voli intercity intra-regionali.

Un aereo che non inquina? Non è solo un sogno. Da qualche tempo, infatti, è diventato realtà. Il primo velivolo al mondo alimentato ad idrogeno si chiama Rapid 200-Fc, ed è stato interamente realizzato in Italia da un team di lavoro italo-europeo. 

L’aereo, creato sulla base di un progetto coordinato dal professor Giulio Romeo, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino, è stato esposto, in occasione delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, presso Stazione Futuro di Torino, e precisamente nell’ex Ogr, uno spazio, organizzato in 12 aree tematiche (internet, energia, chimica verde, rifiuti, territorio, cibo, salute, casa, lavoro, spazio, mobilità e tessuti) completamente dedicato a idee, prototipi, prodotti e processi che rappresentano la migliore espressione della creatività e dell’innovazione italiana.

L’aereo supertecnologico ad emissioni zero, ha un’apertura alare di 10 metri, e, nel corso della fase sperimentale, messa in atto lo scorso anno, ha superato un test di volo di 40 minuti.

Ottime le prestazioni: il velivolo è in grado di raggiungere una velocità di 145-150 chilometri ed ha un’autonomia di circa 1 ora, possiede un sistema propulsivo da 40 kW interamente elettrico e la potenza all’elica è fornita da celle a combustibile da 20kW ad idrogeno gassoso.  

Inoltre, per garantire la sicurezza delle operazioni di volo, è disponibile una seconda fonte di energia, costituita da un pacco batterie ai polimeri di Litio da 20 kW, in grado di garantire potenza supplementare o alternativa durante il decollo e la salita iniziale.

Il velivolo ed il sistema elettrico ed energetico, sviluppati sul progetto di Giulio Romeo, sono stati  messi a punto da dieci enti ed aziende coinvolte, a vario titolo, nel progetto “Enfica Fc” (ENvironmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) della Comunità Europea. Il team è costituito dal Politecnico di Torino (Capofila, Progetto del velivolo modificato e prove e sperimentazione di volo), Skyleader (Cz) (realizzazione del velivolo), Intelligent Energy (Uk) (progettazione e realizzazione delle Fuel Cells a idrogeno), APL (Uk) (ha curato i serbatoi e l’alimentazione d’idrogeno ad alta pressione), Mavel Elettronica (progettazione e realizzazione di inverter e controllo elettronico della potenza), Università di Pisa (prove in laboratorio del sistema elettrico). Al progetto partecipano anche Israel Aircraft Industry, Universite’ Libre de Bruxelles ed Evektor (Cz).

L’obiettivo accarezzato dal gruppo di lavoro? Condurre l’aereo a diventare presto ben più di un prototipo ma bensì un vettore funzionante ad idrogeno che possa essere utilizzato per voli intercity e intra-regionali, sfruttando, quanto più possibile, la tecnologia “‘a celle di combustibile” a emissioni zero.