Confindustria, crescita quasi zero nel trimestre

di Barbara Weisz

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L'ennesimo allarme sulla ripresa italiana arriva dal Csc: terzo trimestre piatto, la debolezza rischia di proseguire a lungo. Il bollettino mensile.

I consumi sono piatti, di riflesso a un mercato del lavoro debole. Male la domanda interna, l’export, il contesto per gli investimenti. Risultato: nel terzo trimestre di questo 2011 la crescita italiana sarà vicina allo zero. «Quasi nulla» per dirla con le esatte parole usate dal Centro Studi Confindutria, che nell’ultimo bollettino mensile lancia un ennesimo allarme sulla ripresa. L’Italia rischia di avere davanti a sè «una prolungata fase di variazioni del Pil che saranno molto difficilmente superiori all’1% annuo».

Nel secondo trimestre, c’è stato un aumento dell’1,6% della produzione industriale, concentrato nella prima parte del periodo, che ha «originato una temporanea accelerazione del pil». Ma ora la situazione è peggiorata. «Gli indicatori qualitativi sono in corale arretramento: gli indici Pmi hanno rilevato in giugno ordini calanti nel manifatturiero» (47,5, il minimo da 20 mesi, dal precedente 51,1) e nel terziario, a 47,4 da 50,1.

E ancora: «giudizi e attese delle imprese rivelano la fiacca dinamica produttiva», per non parlare dell’indicatore Ocse «in calo dall’inizio del 2010 (maggio -0,6% su aprile, -2,7% annuo) e punta a decelerazione almeno fino a fine 2011». Altri motivi di debolezza: «l’occupazione langue; i consumi sono piatti; il contesto per gli investimenti è deteriorato; l’export frena più dei mercati di sbocco». E «l’aumento dei tassi Bce ostacola la ripresa e accentua le difficoltà dei debitori, specie con il credito bancario sempre molto selettivo».

Più nel dettaglio, a maggio il tasso di disoccupazione è salito all’1,8%, +0,1% su aprile e fra i giovani sotto i 25 anni è al 28,9%, con un incremento dello 0,4%. Le imprese soffrono, sempre a giugno il 17,5% si aspettava una riduzione degli addetti nei successivi tre mesi, cifra che «è tornata ad essere superiore a quante prevedevano un incremento (16%)». Si tratta di un «deterioramento che ricalca quello delle previsioni delle aziende sulle condizioni economiche in cui operano».

È l’ennesimo sos di Confindustria sulla crescita italiana, dopo quelli lanciati nelle settimane e nei mesi scorsi dalla stessa presidente di Viale Astronomia, Emma Marcegaglia, che all’assemblea annuale del maggio scorso ha lanciato un allarme su crescita e competitività del paese.

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