Inps nega tagli al personale

di Andrea Barbieri Carones

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In una nota, Inps ha smentito la messa in mobilità di 5mila dipendenti e la razionalizzazione delle spese mediante accorpamento di uffici e sedi.

L’Inps ha smentito il taglio di circa 5mila dipendenti come comunicato da un quotidiano nella mattinata di oggi. L’istituto ha tenuto a precisare che nei piani che prevedono l’integrazione con l’ex Inpdap e l’ex Enpals “non c’è alcun programma di esubero o mobilità di dipendenti. Per quanto riguarda il personale non è all’ordine del giorno alcun intervento, sono quindi destituite di ogni fondamento le cifre indicate oggi da alcuni organi di stampa”.

In effetti le notizie pubblicate da un quotidiano indicavano un corposo programmi di tagli, che avrebbe portato l’Inps ad avere 5mila dipendenti in meno, fra cui 23 direttori generali e 70 direttori, per una “spending review” che avrebbe sicuramente aiutato le casse dell’ente previdenziale, da anni alle prese con conti in rosso e una sovrabbondanza di personale. Le cifre indicate in un primo momento erano notevoli: un risparmio di 20 milioni di euro nel 2012, di 50 milioni nel 2013 e 100 milioni dal 2014, anche se sarebbe stata poca cosa per una super azienda con bilancio annuo di almeno 500 miliardi.

“Il processo di integrazione è stato finora tracciato dagli indirizzi del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (Civ) dell’Istituto e dalle linee programmatiche del presidente, che affidano alla Tecnostruttura la predisposizione di un piano industriale, che non è stato definito. Mancano peraltro ancora l’approvazione del bilancio 2011 dell’Inpdap e i successivi decreti ministeriali. Il tema della riduzione del personale è stato peraltro formalmente escluso nel corso di una videoconferenza interna rivolta alla dirigenza dell’Istituto, condotta mercoledì scorso, 20 giugno, congiuntamente dal direttore generale dell’Inps, Mauro Nori e dal presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua”.

Tra le ipotesi sul piatto – e fino a questo momento smentite da Inps – anche una sorta di razionalizzazione delle sedi e degli uffici sparsi sul territorio nazionale, con una riorganizzazione degli spazi e delle sedi, accorpando un personale in un minor numero di edifici.