Banche, in calo prestiti a imprese

di Carlo Lavalle

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Secondo Bankitalia il sistema bancario concede sempre meno prestiti a privati per comprare titoli di Stato.

Imprese e famiglie beneficiano sempre meno di finanziamenti erogati dal sistema bancario. E’ quanto rilevano le statistiche di Bankitalia dal monitoraggio dei bilanci degli istituti di credito nazionali.

Secondo i dati diffusi, nel mese di giugno i prestiti hanno registrato un ulteriore segno negativo arrivando al valore minimo da 26 mesi a questa parte, malgrado l’enorme flusso di liquidità dirottata dalla Bce verso le banche che la utilizzano prevalentemente per acquistare titoli di Stato.

La situazione dell’attività bancaria fotografata dalla Banca d’Italia mostra una riduzione dei prestiti alle società non finanziarie (-1,5%) con un andamento in calo rispetto al -0,4% del maggio scorso mentre in generale quelli al settore privato diminuiscono mantenendo però una variazione tendenziale di +0,2% contro il + 0,7% del mese di maggio.

Rallentano anche i finanziamenti alle famiglie che aumentano a giugno di un +0,8% su base annua, dopo il +1,3% del mese precedente. Secondo Bankitalia crescono tuttavia i depositi del settore privato (+ 2,9%) in salita rispetto al +1,9% di maggio. Di pari passo aumenta la raccolta obbligazionaria che passa dal +11,4% del mese di maggio a(+12,5%) del mese di giugno, così come le sofferenze bancarie, in crescita del 15,8% dopo il +15,3% di maggio.

La CGIA di Mestre sostiene che nello spazio di un anno in termini assoluti le insolvenze delle aziende sono cresciute di 10,1 miliardi di euro costringendo le banche a ridurre in modo progressivo gli impieghi. Sempre l’associazione artigiani piccole imprese evidenzia come “buona parte dei prestiti giunti della Bce non è finita nei portafogli di famiglie e imprese ma è stata investita in Bot, Cct ed in Btp”.

Circostanza confermata dal recente bollettino di Bankitalia che mette in luce come nei portafogli delle banche italiane a giugno i titoli di Stato abbiano toccato quota 361 miliardi di euro contro i 302 di maggio e i 237 miliardi di euro dell’inizio dell’anno.