Infrastrutture, defiscalizzare per crescere

di Massimiliano Santoro

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Allo studio un ddl per la defiscalizzazione delle nuove opere infrastrutturali: Ciaccia propone e Confindustria apprezza.

Il Governo, nel primo Cdm dopo la pausa estiva previsto per il prossimo 24 agosto, si dedicherà intensamente al tema della crescita economica. Nel solco di questa linea governativa va probabilmente inserita la proposta annunciata dal vice ministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, che, intervenendo a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione, ha spiegato di essere al lavoro su una ipotesi di defiscalizzazione  per quelle nuove opere infrastrutturali per le quali può essere evinta con certezza l’insostenibilità, sia dal punto di vista economico che da quello finanziario, delle stesse a causa dell’Iva.

Tutto ciò, che potrebbe essere messo nero su bianco in un disegno di legge ad hoc, secondo il rappresentante del Governo potrebbe impattare sul Pil per 5 o 6 punti entro i prossimi 8 anni.

La proposta ha incontrato il pronto placet dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ma soprattutto di Confindustria. In una nota ufficiale, infatti, il numero uno di viale dell’Astronomia, Giorgio Squinzi, spiega che “puntare in modo deciso sull’utilizzo della fiscalità come leva per favorire gli investimenti in infrastrutture è una scelta che Confindustria condivide pienamente e che ha già sostenuto da tempo insieme alle più importanti Fondazioni e Istituzioni finanziarie, pubbliche e private, del nostro Paese”.

Squinzi sottolinea anche l’importanza dello strumento dei Project Bond per incentivare la crescita che ha posto il Paese all’avanguardia in Europa: “Una più ampia e coerente defiscalizzazione dei nuovi investimenti – continua Squinzi – determina un ulteriore e decisivo contributo finanziario alla riduzione del nostro gap infrastrutturale e, rendendo possibile la realizzazione di opere altrimenti non realizzabili, rappresenta un volano per l’economia e per l’occupazione, senza alcun onere per la finanza pubblica”.