Fusione Eads-Bae: a Berlino non piace

di Andrea Barbieri Carones

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Il governo tedesco nutre riserve sul progetto di fusione tra Eads e Bae, grandi aziende attive nel settore aeronautico, aerospaziale e della Difesa.

La notizia della fuzione di Eads e Bae System lascia perplessi i governi di mezza Europa e gli azionisti delle due grandi aziende attive nel settore Difesa, aeronautico e aerospaziale. Giusto ieri, infatti, era circolata voce che i due colossi europei volessero formare un’unica grande società da diversi miliardi di euro di fatturato ogni anno, che avrebbe avuto un valore di mercato stimato in 37 miliardi, 220mila dipendenti e attività il tutto il mondo, superando di gran lunga lo storico rivale statunitense Boeing.

E’ proprio la Boeing, in realtà, che ha subito negato eventuali conseguenze per la propria azienda, pur dichiarando che il mondo aeronautico e della Difesa è in fase di consolidamento.

Intanto, però, un comunicato congiunto tra i due gruppi – il primo a partecipazione mista francese, tedesca e spagnola e il secondo britannico – confermava l’esistenza di trattative avanzate tra i due top management che però, qualora andassero a buno fine, avrebbero bisogno del “semaforo verde” dei rispettivi governi, oltre che un via libera dal governo federale di Washington con il quale soprattutto BAE ha rapporti molto stretti.

In base al possibile accordo, EADS – cui fa parte anche Airbus – avrebbe il 60% del capitale contro il 40% nelle mani di BAE; il board sarebbe unico mentre le due aziende manterrebbero separata la propria attuale quotazione in Borsa: la prima a Madrid, a Francoforte e all’Euronext e la seconda a Londra. In aggiunta, i governi di Francia, Germania e Regno Unito riceverebbero una golden share comprendente quindi quote azionarie e la possibilità di nomina di almeno un membro nel cda.

Interessata alla fusione anche l’italiana Finmeccanica, che con una nota ha reso noto che “L’annuncio di trattative per una possibile integrazione delle attività di EADS e BAE Systems rappresenta un passo decisivo nel processo di consolidamento dell’industria della difesa a livello europeo. Si tratta di un passo ancor più significativo, in termini geo-politici, considerando i due accordi bilaterali conclusi in tempi recenti tra Francia e Germania e tra Francia e Regno Unito. Finmeccanica intrattiene con entrambe le società rapporti di partnership consolidati sul piano industriale, tecnologico e commerciale, che continueranno anche con il nuovo aggregato”.

Intanto, in base a fonti di stampa tedesche, il governo di Berlino ha forti riserve sulla possibile fusione tra le due grandi aziende, riservandosi di valutare attentamente tale progetto.

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