Freelance in azienda: pro e contro

di Chiara Basciano

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Imparare ad organizzare il lavoro dei collaboratori esterni: come sceglierli, metterli a contratto e gestirne le attività in linea con gli obiettivi aziendali.

I freelance esterni all’azienda possono dimostrarsi risorse fondamentali nella risoluzione di problemi specifici e per portare avanti progetti particolari. Ma la loro gestione può portare ad alcuni tipi di difficoltà.

Il lavoratore esterno, infatti, sfugge al controllo, o almeno dà questa sensazione. Per questo, i termini del contratto devono essere molto chiari e le tempistiche stabilite in precedenza.

Nonostante si tratti di un collaboratore professionista, bisogna comunque sceglierlo con cura, stando attenti a coinvolgerlo nelle attività aziendali per fargli capire gli obiettivi e i valori. Infatti, anche se si tratta di un periodo di tempo limitato, il collaboratore dovrà capire con chi sta trattando e adeguare il lavoro di conseguenza.

La tendenza è quella di scegliere sempre gli stessi collaboratori, il che assicura un lavoro più snello non dovendo ricominciare tutto dall’inizio. Ma puntare a nuovi talenti può servire per rinnovarsi.

Per questo è necessario stabilire una prassi comunicativa e burocratica uniforme, in modo da evitare perdite di tempo e ripetere operazioni già collaudate in modo meccanico.

Il lato umano non va però dimenticato e nella scelta del talento bisogna considerare molto fattori, cercando di capire già in fase di selezione se si tratta della persona giusta per l’azienda e se i suoi valori sono in linea con quelli dell’azienda di cui farà parte, anche se per breve tempo.