La vacanza migliore, lunga o breve?

di Serena Frattini

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Secondo gli scienziati tanti brevi viaggi sono il modo migliore per trarre beneficio dalle ferie

L’estate è arrivata e molti si apprestano a terminare gli ultimi preparativi. Il piano ferie è stabilito, manca solamente l’organizzazione. Infatti, per tutti indecisi che non hanno ancora scelto una destinazione e sono combattuti tra diverse brevi tappe o lunghi viaggi, tra mare o montagna, tour culturali o vacanza all’insegna dello sport, ci sono delle novità che vengono da uno studio di Dan Ariely, docente di economia comportamentale presso la Duke università.

La ricerca di Ariely nasce dalla domanda «Come ottenere il massimo dalle ferie?». Ebbene, esistono alcuni presupposti che normalmente in parte ci sfuggono. Ad esempio, la durata della vacanza; contrariamente a quanto si pensi, la durata del nostro soggiorno non influenza l’esito della vacanza, quanto piuttosto la compagnia e cosa si fa durante il viaggio.

Stressarsi per accumulare maggior numero di giorni di ferie, attaccare malattie, weekend, utilizzare un vasto repertorio di scuse più o meno plausibili, appesantisce gli animi e le coscienze. Al contrario, sfruttare al massimo i giorni disponibili, facendo cose che normalmente non ci concediamo, sport, trattamenti di bellezza, massaggi e tutto ciò che non rientra nei ritmi quotidiani, ci permetterà di rilassarci e ricordare con più nostalgia le ferie trascorse.

Spesso accade che siamo più entusiasti prima della partenza che durante il viaggio, dove siamo troppo impegnati a trarre il massimo e ci incaponiamo sui dettagli invece di godere del momento. Ugualmente, a distanza di qualche giorno dal rientro, siamo malinconici e vorremmo tornare in vacanza; il risultato è che i preparativi pre vacanza migliorano il nostro stato d’animo molto di più della vacanza stessa, dopo la quale il nostro umore è uguale, se non peggiore a quello prima delle ferie.

Una buon modo per utilizzare le proprie ferie, traendone massimo vantaggio, è quello di molte interruzioni brevi. Piccoli viaggi, pochi preparativi e minori aspettative, che si rivelano spesso ideali giornate di svago e relax. Secondo la regola del peak-end, infatti, studi psicologi hanno dimostrato che uno dei piaceri della vacanza è proprio quello di sapere che finirà.

Pianificare delle interruzioni, pertanto, servirà a sfruttare al massimo i giorni di ferie, godendo quanto più possibile del tempo a disposizione. A differenza di una vacanza prolungata, brevi pause rappresentano un ottimo antidoto alla monotonia, che involontariamente ci può sopraffare anche in vacanza. Secondo Sonja Lyubomirisky, dell’università della California, evitare la routine fa si che tutto acquisisca un sapore vacanziero; se trascorriamo una vacanza al mare, il primo giorno siamo pieni di entusiasmo, il giorno dopo questo svanisce lasciando spazio all’adattamento, il terzo è tutto già normale.

Concludendo, per una vacanza indimenticabile gli psicologi consigliano la novità, ovvero svolgere attività che normalmente non faremmo, oppure brevi interruzioni con ritorni alla quotidianità per apprezzare ancora di più le ferie.

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