Colloquio di lavoro svelato

di Teresa Barone

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I responsabili della selezione preferiscono porre quesiti standard in fase di colloquio, ma le stranezze non mancano.

Se prepararsi per affrontare un colloquio di lavoro rappresenta una notevole fonte di stress e di preoccupazione, potrà essere tranquillizzante scoprire che la maggioranza dei responsabili della selezione preferisce affidarsi a quesiti standard, limitando o evitando domande inattese e talvolta bizzarre che terrorizzano i candidati.

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Secondo un sondaggio condotto da Accountemps intervistando un campione di 300 senior manager di aziende statunitensi, il 39% degli interpellati predilige porre domande inerenti la posizione da ricoprire o l’azienda, mentre il 22% indaga sulle esperienze lavorative precedenti.

Se il 18% degli interpellati chiede ai candidati informazioni relative alle loro attitudini personali, il 10% investiga in tema di obiettivi e interessi individuali.

Anche se in piccola percentuale, alcuni selezionatori sono soliti formulare domande atipiche per valutare la reazione del candidato e acquisire ulteriori elementi di valutazione. Tra i quesiti più ricorrenti citati dai manager intervistati compaiono:

«Che tipo di animale vorresti essere?

Che tipo di slogan useresti per promuovere te stesso?

Dimmi qualcosa di diverso su di te che non hai scritto sul tuo curriculum.»

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