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Campus Party Connect: esempi pratici di alternanza scuola lavoro

di Barbara Weisz

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Aziende, startup, cooperative e associazioni a Campus Party Connect 2019: l'innovativo progetto di alternanza scuola lavoro visto dalle imprese partecipanti.

Alternanza scuola lavoro innovativa per offrire ai giovani strumenti per prepararsi al futuro, superare criticità, compiere percorsi formativi capaci di sfociare in opportunità ed esperienze lavorative: è questo lo spirito con cui aziende e formatori  partecipano a Campus Party Connect 2019, (MIND Milano Innovation District, 17-21 dicembre), realizzato con il sostegno di Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Cinque giorni in cui 500 studenti  guidati da tutor esperti e ispirati da manager e speaker visionari affrontano una grande sfida: creare la propria impresa. Dalle fasi iniziali sino al lancio sul mercato, passando dalla definizione di un vero e proprio business plan, all’ideazione di un prototipo, sino alla definizione di un piano di marketing e comunicazione. Un vero e proprio un percorso fatto di talk, workshop, esperienze tecnologiche e giochi a squadre, che li mette anche in contatto con imprese, coinvolte in tavole rotonde e conferenze. Grazie a Gi Group, main partner dell’evento, non mancano nemmeno attività utili ad arrivare preparati dinanzi ai recruiter (compresa la definizione del perfetto curriculum).

«E’ una bella opportunità, perchè si creano nuove relazioni con i ragazzi» commenta Giovanni Franchina, fondatore di Bepart, che spiega: «noi lavoriamo quasi totalmente con le giovani generazioni, siamo un’azienda che applica la realtà aumentata all’interno del mondo fisico con visioni di arte, design, progettazioni, immaginazione. Consideriamo il mondo, la città, la periferia, come uno spazio espositivo. E per esporre, cioè per creare i contenuti, coinvolgiamo centinaia di creativi». In parole semplici, i ragazzi ( studenti degli ultimi tre anni delle superiori) inventano situazioni (con riprese guidate da una regia), che poi confluiranno in un’opera finale.

«C’è un’impostazione, uno spazio libero di invenzione, e poi un atto di curatela finale che mette insieme gli atti di creatività per un’opera condivisa e partecipata», prosegue l’imprenditore. E’ un modo per trasmettere loro «la conoscenza delle tecnologie che utilizziamo, e per mettere a terra il valore che cerchiamo di produrre con il nostro lavoro».

Un’attività che si inserisce nel contesto delle attività di alternanza scuola lavoro, che mirano da una parte a stimolare la creatività e le capacità di comunicazione dei giovani, dall’altra a trasferire loro conoscenze e nuove esperienza tecnologiche. E che, sempre secondo Franchina, «sta andando molto bene, dimostrando che l’alternanza scuola lavoro, quando è realizzata con cura, da parte anche di istituzioni, esprime un potenziale molto elevato».

Soddisfazione per come sta andando anche da parte degli organizzatori. Secondo Davide Strozzi, direttore operativo di Campus Party Connect:

i ragazzi sono attenti in tutte le fasi, dalla presentazione agli speech.

Gestire 500 ragazzi tutti insieme non è in effetti cosa semplice: l’organizzazione dell’evento ha richiesto qualche mese, partendo dall’esperienza di Campus Party. Il collegamento con Campus Party è sottolineato anche da Riccardo Linares, fondatore di Doublebit, startup decollata proprio grazie a quell’evento: «grazie a loro abbiamo incontrato un socio finanziatore che ha creduto nella nostra idea. Collaboriamo quindi con l’organizzazione fin dalla prima edizione».

Con gli studenti delle superiori «cerchiamo di individuare persone interessate alla blockchain, che è il nostro settore di business. I millennials e la generazione zeta ne sanno più di noi di queste tecnologie, le utilizzeranno naturalmente. Noi vogliamo investire sui giovani, cercando ragazzi che ci diano anche una mano, in vista di stage o tirocini. Facciamo anche corsi di formazione gratuiti, dedicati alla blockchain, proprio per creare figure che poi possano iniziare a collaborare attivamente con noi».

Come sta andando Campus Party Connect? «Ho l’impressione che ci siano molti ragazzi in gamba, non me lo aspettavo in così gran numero. Sono molto curioso di vedere come sviluppano il progetto nei prossimi giorni».

Interessante anche la partecipazione di Cooperativa Ippocampo. «Ci occupiamo di ragazzi giovani, e quando abbiamo visto questo evento promossa dalla Camera di Commercio ci è piaciuto molto» sottolinea Gabriola Chetta, presidente e responsabile progetti. «I ragazzi sono già grandi, stanno pensando al futuro, può essere un’ottima occasione per loro. E a noi piace stare con i ragazzi, sperimentare nuove idee». La cooperativa Ippocampo si occupa di ragazzi «che hanno il cosiddetto genio dislessico, proponendo loro diverse strategie di apprendimento. Parliamo di genio dislessico perché, quando riescono a usarlo, possono fare grandi cose.

La nostra missione è proprio quella di cambiare il paradigma in base al quale invece questi ragazzi sono considerati come svantaggiati. In realtà, hanno una mente molto potente, visiva, che viaggia molto velocemente. Spesso però la scuola li appiattisce», senza quindi riuscire a valorizzarli. «Se potessero seguire una modalità diversa, più affine alla loro mente, sarebbero molto più performanti e riuscirebbero a raggiungere risultati molto più alti».

Ippocampo ha ad esempio un progetto di alternanza scuola lavoro, che si chiama «Stracompiti», e che coinvolge ragazzi che hanno una certificazione di dislessia, e vanno bene a scuola. Questi ragazzi, che frequentano le superiori, aiutano i giovani delle scuole medie a fare i compiti, passando quindi le proprie strategie e, soprattutto, i loro esempi. Noi spesso diciamo loro, per aiutarli, che anche Einstein era dislessico. Ma diciamolo, non è un esempio abbordabile. Invece, un ragazzo un po’ più grande che li aiuta diventa un punto di riferimento molto più solido e credibile.

Un commento su Campus Party Connect? «Speriamo escano delle belle idee. Sicuramente, se qui c’è del genio dislessico, porterà avanti idee bellissime».