Lavoro: comunicazione virtuale o reale?

di Teresa Barone

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Ok alla comunicazione virtuale ma non sempre e comunque: pena la perdita di clienti e il calo dei ricavi.

Quale comunicazione prediligono i businessman? I canali virtuali hanno realmente soppiantato il faccia a faccia? Risponde a queste domande un recente sondaggio promosso dalla catena dei Crowne Plaza Hotel e basato sulle preferenze di un campione di clienti dediti ai viaggi d’affari.

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L’indagine mostra una netta preferenza nei confronti degli incontri vis-a-vis in ambito business, tanto che il 47% degli intervistati ha ammesso di aver perso un contratto o un cliente semplicemente a causa della carenza di incontri avvenuti di persona, con un conseguente calo dei ricavi del 24%.

Secondo l’81% degli intervistati la comunicazione non virtuale è il modo migliore per costruire rapporti forti e duraturi con i clienti, sebbene siano proprio gli incontri d’affari organizzati in modalità telematica ad essere aumentati in modo sensibile nell’arco degli ultimi dieci anni.

Gli incontri faccia a faccia, inoltre, sembrano rappresentare una conditio sine qua non quando si contatta un nuovo cliente ma anche durante la negoziazione e in concomitanza della chiusura di un affare.

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È opinione comune alla maggioranza dei businessman coinvolti nel sondaggio, tuttavia, che per sfruttare la comunicazione virtuale negli affari sia fondamentale valutare il canale più adatto a seconda di ogni singola ciascuna situazione, evitando di abolire completamente il reale a vantaggio della tecnologia.