Maternità e carriera non vanno d?accordo

di Teresa Barone

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La nascita di un figlio rappresenta un ostacolo alla carriera rosa più che un valore aggiunto per le aziende.

La maternità rappresenta ancora un potenziale ostacolo per il lavoro femminile e un freno per la carriera rosa: sono le stesse lavoratrici donne a sottolinearlo, facendo emergere le principali criticità da affrontare in ambito professionale dopo la nascita di un figlio e sottolineando la necessità di una cultura aziendale che risponda alle esigenze delle mamme.

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L’associazione “Il Melograno”, con il supporto dell’associazione Orares e il patrocinio del I Municipio di Roma, ha promosso l’indagine “Maternità e lavoro” per monitorare i cambiamenti del lavoro rosa “causati” dalla maternità interpellando le stesse protagoniste.

Il sondaggio, condotto a livello locale ma probabile specchio di quanto accade in tutta la penisola, mostra come per il 78% delle lavoratrici donne la maternità abbia in qualche modo portato a un peggioramento in ambito professionale: si parla della perdita dell’impiego (8% dei casi), del cambio di lavoro (12%) e soprattutto della modifica di mansioni, ruoli ricoperti in azienda e tipologie contrattuali.

A essere carenti, secondo il campione di 800 donne intervistato, sono non solo gli asili nido pubblici presenti nella Capitale, ma anche le iniziative aziendali volte a migliorare la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia concedendo più flessibilità di tempi e di luoghi (un bisogno segnalato dal 67% del campione).

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Ma la maternità è un ostacolo o un valore aggiunto? Risponde Romana Prosperi Porta, presidente de “Il Melograno”:

«La maternità, come ogni fase di passaggio e di cambiamento, rappresenta per una donna un momento di grande arricchimento interiore, di creatività, e dovrebbe rappresentare un evento che aggiunge valore, qualità ed efficacia ad un’organizzazione produttiva. Troppo spesso invece, viene vissuta e percepita in antagonismo all’attività lavorativa.»

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