Combattere lo skill shortage

di Chiara Basciano

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Puntare sulla formazione ?preventiva? per combattere le lacune professionali.

Si riconosce l’importanza delle soft skills a qualunque livello ma esiste anche l’altro lato della medaglia, quello fatto di incapacità umane e professionali. Il fenomeno, denominato skill shortage, è dilagante e preoccupa le aziende alla ricerca di professionalità qualificate.

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Andrea Laudadio, CEO di Eulab Consulting dice «1 azienda su 10 riferisce di non trovare le professionalità che servono per coprire i posti vacanti. In particolare, lo dice chi lavora nel settore dell’informazione e comunicazione (46,1%), manifatturiere (17,7%) e turismo (14,3%)». I dati citati provengono dalla ricerca svolta proprio da Eulab il cui scopo è analizzare lo skill shortage.

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Naturalmente il segreto per tappare questa buco è la formazione. Molte aziende cercano di formare i lavoratori una volta acquisiti ma questa non si rivela sempre la strategia vincente. L’importante è che la formazione avvenga prima di entrare a far parte dell’azienda, evitando spreco di tempo e denaro.

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Laudadio spiega che il ruolo di Eulab è proprio questo «L’innovazione è uno dei principali settori in cui le aziende lamentano skill shortage. Solo quest’anno abbiamo accompagnato più di “100 professionisti dell’innovazione” sia in Italia sia all’Estero a trovare posti dove fare tirocini di inserimento lavorativo e – tramite il nostro supporto di job coaching – oltre il 50% di queste esperienze si è trasformata in una collaborazione lavorativa stabile».

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