Le donne che non vogliono fare carriera

di Chiara Basciano

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Sfiducia e mancanza di supporto rendono le donne poco propense a ricoprire ruoli dirigenziali.

Un panorama variegato quelle delle donne nel mondo del lavoro. Da un lato si parla di pari opportunità ma dall’altro sono le donne stesse a non voler raggiungere i vertici aziendali. A svelarlo è il sondaggio condotto da Hays dal titolo Leading Women Survey.

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Secondo i dati sono soprattutto le donne europee a non puntare alla carriera, mentre quelle dei paesi emergenti si mostrano molto più determinate. Nel dettaglio nel Regno Unito solo 1 donna su 10 ambisce alla carica di CEO o MD, rispetto al 28% di Malesia, 22% di Colombia e 18% di Emirati Arabi Uniti.

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Le donne sembrano accontentarsi di un livello più basso, che faccia da supporto alle figure apicali. Ma la questione è più spinosa di quanto si possa pensare. Infatti non si tratta solo di mancanza di ambizione e attitudine caratteriale ma è una sfiducia nelle aziende a dettare questo tipo di approccio. Per questo le aziende dovrebbero favorire la carriera delle donne, da cui molto si può imparare. Mette in evidenza questo stato di cose Allistair Cox, CEO di Hays «È importante che le imprese sviluppino delle iniziative e dei piani per incoraggiare il talento femminile ai vertici. L’uguaglianza di genere può, infatti, offrire ad un’organizzazione innumerevoli benefici come una maggiore produttività o migliori risultati aziendali. Chiaramente è indispensabile che le aziende iniziano a pensare a tali programmi in una logica di lungo termine e non come semplici palliativi».

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Le aziende infatti si mostrano del tutto inadeguate, considerato che il 44% delle aziende dichiara si non avere una policy finalizzata al rispetto dell’identità di genere e il 28% non è sicura della sua esistenza.