Robot e lavoro

di Chiara Basciano

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La tecnologia entra in azienda ma non ruba il lavoro ai dipendenti, anzi li aiuta a produrre meglio.

Se è vero che la tecnologia ha un fortissimo impatto su lavoro di molte aziende è anche vero che ci sono lavori che non possono essere sostituiti da una macchina. Quindi niente paura, i lavoratori hanno ancora lunga vita. Secondo il report realizzato dal McKinsey Global Institute dal titolo A Future That Works: Automation, Employment and Productivity, sono cinque le capacità considerate insostituibili.

Nel dettaglio la percezione sensoriale, le capacità cognitive, la comprensione del linguaggio naturale, le capacità sociali ed emotive e le abilità fisiche. Eppure la robotica sta andando così velocemente che nel report si afferma

Oltre il 60% delle attuali occupazioni può raggiungere, già oggi, un 30% e più di automazione tecnologica.

La metà delle attività lavorative di oggi potrebbe essere automatizzata entro il 2055.

=> I lavori che si perderanno

Uno scenario dovuto al fatto che i progressi riguardano soprattutto le capacità sensoriali e cognitive, in primis attraverso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. I campi in cui si registrano le tecnologie più utili nello svolgimento del lavoro sono la raccolta dei dati e la loro elaborazione, oltre all’esecuzione di attività fisiche manuali ripetitive e prevedibili. L’impatto di solo queste tre categorie è enorme, coprendo il 51% delle ore lavorative complessive negli Stati Uniti e il dato si traduce in ben 2,7 trilioni di dollari di stipendi.

Questo non significa però che i lavoratori diventeranno tutti robot ma che i processi più meccanici prenderanno il loro posto permettendo loro di svolgere un lavoro più approfondito che porterà certamente ad un sviluppo maggiore delle aziende.

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