Ansia e lavoro: rimedi e strategie di intervento

di Redazione PMI.it

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Il lavoro spesso rompe gli equilibri emotivi e provoca stress: ecco come intervenire per arginare la componente negativa sfruttando quella positiva.

Quello del lavoro è un contesto operativo in genere complesso e spesso ricco di imprevisti, incertezze. Per alcuni, tra altro, settembre 2021 segna il rientro in ufficio o azienda dopo mesi di smart woring, con un ulteriore carico di preoccupazioni. Tutto questo non contribuisce certo al benessere fisico e soprattutto mentale, né a mantenersi in uno stato di equilibro, generando ansia. Quando si vivono situazioni lavorative di forte impatto emotivo e fisico, si rischia di “subire” gli stati d’ansia continui, che si trasformano quanto meno in stanchezza quando non perfino in depressione.

Lo stress lavoro correlato è di fatto una delle cause più comuni di malattie professionali e colpisce milioni di persone. Lo stress da lavoro è scaturito da diverse cause: orari pesanti, rapporto complessi con superiori o colleghi, strategie faticose da attuare sul lavoro e/o impieghi che richiedono frequenti spostamenti.  Il rischio è quello di sottovalutare il problema e peggiorare la situazione: si può arrivare a livelli d’ansia da lavoro insostenibili, che possono portare a conseguenze gravi sul lavoro e sulla salute.

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Ad avere un impatto sulla salute mentale può anche essere l’insicurezza e l’incertezza oggi causate dalla crisi Covid che mette a repentaglio tanti posti di lavoro: anche per questo, laddove possibile,  bisogna rassicurare i dipendenti, stimolandoli magari a seguire percorsi di formazione che li facciano sentire più sicuri e una risorsa di lavoro preziosa per l’azienda.

La regola per evitare il peggio è di riconoscere da subito i sintomi d’ansia da lavoro, comunicare a responsabili e colleghi il problema senza il timore di ritorsioni o incomprensioni, così da essere tutelati nel migliore de modi. Inoltre si può richiedere un aiuto esterno, come un trattamento psicologico oppure orari di lavoro flessibili, rimanendo però attivi nel proprio impiego anche nei momenti più critici.

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A volte, non serve neanche combattere lo stress ma basta orientarlo, utilizzandone la componente positiva (eustress) per eliminare  quelle negative (distress), e costruendo un ambiente di lavoro salutare per avere poi una ricaduta diretta sulla produttività.