I Piani di Accumulo: porta aperta verso i mercati

di Luca Gianella

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I Piani di Accumulo sono forme di risparmio che permettono di approcciare ai mercati azionari mediando sui prezzi e sui momenti temporali dell'investimento

Stabilire il limite di confine tra il concetto di risparmio e quello di investimento è una una questione tutt’altro che definita anche perché, il più delle volte, in una forma è compresa l’altra, o per lo meno, ciascuna implica nel suo essere caratteristiche dell’altra.

L’obiettivo di molti investitori-risparmiatori, infatti, risiede nel gestire dei capitali che, nel corso del tempo, possano avere un minimo di rivalutazione e quindi generare una sorta di soddisfazione legata all’andamento dei mercati. Mercati, appunto, questi sconosciuti. Il problema da affrontare, trattando di mercati finanziari, è l’ansia che la loro instabilità genera nella mente dell’investitore.

Andando infatti ad esaminare la percentuale di coloro che abitualmente giocano ed operano in questi ambiti, dei quali quindi possiedono una discreta conoscenza ed esperienza, notiamo che si tratta di una porzione minima rispetto alla restante massa. E molto spesso è proprio l’ansia dell’oscuro a frenare coloro che invece vorrebbero avvicinarsi all’azionario senza rischiare clamorose sconfitte.

Eppure puntare a questi mercati con razionalità è possibile anche e soprattutto con piccole cifre: lo strumento ideale al riguardo è il piano pluriennale di accumulo, meglio conosciuto e venduto come PAC. Il PAC è uno strumento che permette, nel corso del tempo, con una cadenza temporale a discrezione del singolo risparmiatore, di investire in mercati azionari con piccole cifre, meglio ancora con piccoli versamenti attraverso i quali si riesce a mediare sui prezzi senza entrare e uscire da un prodotto come invece accade per gli altri prodotti finanziari. Letti in questa ottica i PAC, forse, possono essere interpretati più come forme di risparmio piuttosto che di investimento.

In effetti il vantaggio dei piani di accumulo non è indifferente, in genere infatti è difficile riuscire a carpire il giusto momento per effettuare un investimento azionario anche perché le oscillazioni della Borsa portano i più a vendere ai minimi ed acquistare sui massimi. I PAC invece eliminano la componente emotiva dell’investimento e la dimensione temporale, ma soprattutto offrono a tutti la possibilità di approcciare ai mercati azionari grazie a piccoli versamenti (si parte in genere dai 50 euro) mensili, trimestrali o semestrali.

Ovviamente il grado di utilizzo di questi strumenti e la loro effettiva utilità dipende dal profilo di rischio dell’investitore e soprattutto dal suo orizzonte temporale di investimento che dovrebbe essere di medio-lungo termine. Molto spesso la volontà di chi opta per questa forma di investimento è avere un puro incremento, si pensi ad esempio al caso di genitori che vogliano investire e creare un capitale per i propri figli e che hanno quindi un orizzonte di di lungo periodo; in questi casi risulta ottimale diversificare i flussi monetari declinando una parte di essi verso gli Etf e un’altra parte verso uno strumento di gestione attiva come le Sicav. La rivoluzione è servita, si può puntare ai mercati azionari senza grandi investimenti e rischi eccessivi.