E-commerce in Italia 2012: gli strumenti web

di Tullio Matteo Fanti

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Lo studio “E-commerce in Italia 2012” evidenzia potenzialità per le PMI e trend di crescita, facendo il punto sugli strumenti di promozione online più utilizzati dalle aziende italiane.

La ricerca “E-commerce in Italia 2012” analizza trend di sviluppo e strategie di un mercato che appare oggi in continua crescita, tanto da offrire alle PMI maggiori opportunità rispetto alla distribuzione tradizionale.

Lo studio di Adobe Systems, in partnership con Casaleggio Associati sul commercio elettronico nel nostro paese registra anche per il 2011 il medesimo trend positivo degli anni precedenti, con una crescita annua stimata, a fine 2012, del 32%.

Il valore del mercato E-commerce a fine 2012 raggiungerà quota 19 miliardi di euro, con tre ampi settori in grado di spartirsi una sostanziosa fetta delle vendite: Tempo libero (principalmente giochi d’azzardo) che rappresenta quasi metà del mercato (56,9%), Turismo (24,8%) e Assicurazioni (5,9%).

«La Rete continua ad ottenere performance migliori rispetto alla distribuzione tradizionale», ha affermato Davide Casaleggio, Partner di Casaleggio Associati, «è il canale di vendita che offre ad oggi le maggiori potenzialità in termini di crescita, nonostante la congiuntura economica non favorevole».

Per quanto riguarda le attività di promozione online, il budget per Marketing e Comunicazione si focalizza prevalentemente nelle attività di keyword advertising (mediamente il 23% delle risorse disponibili) e di SEO (17%). L’Email Marketing prende il 12% delle risorse, seguito da attività di Social Media Marketing (11%) e presenza nelle aree di shopping o siti comparatori di prezzi (11%).

Tuttavia, le aziende italiane mostrano una presenza ancora limitata sul mercato internazionale: il 33% delle aziende non vende prodotti o servizi fuori dall’Italia, mentre il restante 67% è presente sul mercato internazionale con modalità differenti.

Il 54% delle imprese italiane gestisce l’attività di vendita all’estero unicamente attraverso il proprio sito web, unicamente in lingua italiana (24%) o in più lingue (25%). Solo il 5% possiede strutture o sedi all’estero ed anche se il 13% opera a livello internazionale, ciò è dovuto al fatto di essere parte di un gruppo multinazionale.

E’ possibile accedere alla ricerca dal portale Casaleggio.it.