Web Advertising, boom degli investimenti

di Noemi Ricci

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A dispetto dell'economia mondiale, il mercato pubblicitario sulla Rete non conosce crisi: con un giro d'affari di 24 mld di dollari, raddoppierà nei prossimi 5 anni

Parte integrante della vita privata e professionale, Internet è ormai anche il punto di riferimento per le campagne di marketing più efficaci e mirate.

Nonostante la crisi economica mondiale, quindi, gli investimenti pubblicitari sul Web continuano a vivere un momento di prosperità che, secondo le stime Jupiter Research che, raddoppierà entro il 2013.

Per fine 2008 è previsto un aumento del volume degli affari del 20%, pari a 23,8 miliardi di dollari. Fra cinque anni si stima perciò che tale quota possa arrivare a 43,4 miliardi di dollari, per un tasso di crescita annuo pari al 13%.
Quello della pubblicità offline è circa tre volte inferiore.

Già un rapporto elaborato poco tempo fa dallo IAB (Interactive Advertising Bureau) con PricewaterhouseCoopers, aveva sottolineato l’andamento positivo del settore, rilevando nel primo trimestre del 2008 una spesa pari a 5,8 miliardi di dollari, il 18% in più dell’anno precedente. Anche se la cifra record si è raggiunta nell’ultimo trimestre del 2007 con 5,9 miliardi di dollari.

In Italia, sempre secondo IAB, a fine anno gli investimenti in banner e parole chiave supererà i 915 milioni di euro, per un incremento del 33,5%. Ma il nostro Paese continua a rimanere uno dei mercati con il minor numero di investimenti in tutta Europa.

Tra le forme di advertising online vanno per la maggiore le inserzioni online con il 8,9% sul totale del mercato pubblicitario; nel 2008 è previsto il raggiungimento di quota 9,6%, fino ad arrivare al 14,3% del 2013.

Sempre più significativa, poi, sempre secondo gli analisti, è la pubblicità legata ai servizi di ricerca, il search advertising, che ha generato un fatturato di 9,1 miliardi di dollari nel 2007 e probabilmente raggiungerà i 20,9 miliardi nel 2013.

Secondo le stime Jupiter, il display advertising, manterrà una media di crescita annua del 14%, mentre per il video advertising e i servizi rich-media il culmine si raggiungerà nel 2013.

Scenderà invece nell’arco di cinque anni la quota di banner statici, dal 63% previsto per quest’anno al 41% sul totale dei banner acquistati.

La percentuale di spazi video, infine, si quadruplicherà – grazie anche al grande spazio che troveranno sui cellulari – per un valore complessiovo di 5,1 miliardi di dollari, che corrisponde a circa un nono dell’intera spesa pubblicitaria su Web.