Google Panda in Italia, un mese dopo

di Lino Mazza

scritto il

Posizionamento organico: un'analisi dopo l'aggiornamento dell'algoritmo del Motore di Ricerca Google chiamato Google Panda e dei fattori di penalizzazione sul mercato web italiano.

È passato quasi un mese dall’introduzione, da parte di Google, dell’aggiornamento (Google Panda) del proprio algoritmo in molte localizzazioni del motore di ricerca, tra cui anche quella italiana.

I dati presentati a distanza di pochi giorni dal lancio, dalla società Searchmetrics, hanno permesso di dare un quadro iniziale della situazione, indicando il modello di sito web più colpito, ovvero quello di nanopublishing.

Dopo un mese di analisi e ricerche, in realtà, analizzando quanto riportato nei forum e nei siti specializzati si è potuto riscontrare come l’impatto dell’algoritmo non sia stato sempre ottimale: nei fatti, non tutti i siti per i quali era stato teoricamente pensato l’ aggiornamento hanno perso visibilità.

Proprio alla luce di questo, la scorsa settimana Google ha attivato un form che permette agli utenti di segnalare a Google i siti che non rispettano le linee guida rilasciate dal motore di ricerca. La segnalazione non penalizzerà automaticamente i siti indicati, ma farà solamente intervenire i Quality Raters, permettendo di confrontare i risultati ottenuti dall’algoritmo con quelli della valutazione umana: una strategia congiunta, dunque, volta al miglioramento delle capacità di giudizio da parte dell ‘ algoritmo del Motore di Ricerca.

Oltre alle considerazioni sulle modifiche intercorse in termini di visibilità online dei siti nostrani, la comunità Web italiana ha molto discusso in merito alle cause per cui Google Panda abbia colpito o meno un determinato sito Web.

Tra quelle identificate spicca ovviamente la qualità dei contenuti, caratteristica questa che alla base della modifica ‘Anti farmer Panda‘. Altro fattore spesso citato é la proporzione tra testo (informazione utile per l’utente contenuta nella pagina) e advertising all’interno delle pagine: infatti, un fattore ricorrente dei siti colpiti era la sproporzione tra contenuto testuale informativo e spazio dedicato alla pubblicità, soprattutto se posizionata nella parte della pagina visualizzata appena l’utente caricava la pagina (above the fold).

Anche se gran parte dei fattori utilizzati da Google Panda sembrano essere stati identificati, vi é comunque molta incertezza in merito alle modifiche da apportare in grado di uscire dalla penalizzazione. Sicuramente nuove informazioni si avranno al prossimo aggiornamento dell’algoritmo.

I Video di PMI

Google Analytics: attenzione alla Frequenza di Rimbalzo!