Landing page: i segreti per aumentare lead e conversioni

di Redazione PMI.it

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Come sfruttare le landing page per il business: i segreti delle pagine di atterraggio da integrare sui siti aziendali per aumentare lead e conversioni.

L’obiettivo principale di aziende e professionisti che utilizzando il digital marketing è sicuramente quello di aumentare le conversioni e, di conseguenza, le opportunità di vendita. Molte volte, ci si affida solamente ai Social Media ed al sito web aziendale, ma c’è un potentissimo strumento di marketing che non va sottovalutato: stiamo parlando della landing page. Grazie ad esse, sarà possibile non soltanto attirare nuovi lead ma anche concludere vendite in maniera diretta.

Queste pagine sono in grado di fornire tassi di conversione molto più elevati rispetto ad una qualunque pagina del sito web aziendale. Ci sono poi differenti tipologie di landing page, che possono essere sfruttate a seconda degli obiettivi del professionista o dell’impresa.

Ecco dunque come utilizzarle e perché non possiamo farne a meno.

Cos’è una landing page

Quando parliamo di landing page (o “pagina di atterraggio”), intendiamo una qualsiasi pagina web dove l’utente atterra dopo la fruizione di un contenuto. (può anche essere una email o un annuncio su un sito web).

Si tratta di una pagina ben distinta dal resto del sito aziendale, in quanto fornisce informazioni, offerte specifiche o promozioni che serviranno ad ottenere un’azione da parte dell’utente stesso. Talvolta, una landing page collegherà l’utente ad un contenuto del sito web aziendale (cosa che accade, ad esempio, se si gestisce un eCommerce); altre condurrà ad un contenuto, una prova gratuita o un servizio che prevede la registrazione dell’utente.

Scopo ultimo della landing page è convincere il potenziale cliente a compiere l’azione desiderata, che sia quello di lasciare il suo indirizzo email o invogliarlo ad effettuare un acquisto specifico.

Tipologie di landing page

Come già accennato, abbiamo a disposizione differenti tipologie di landing page, che devono essere scelte a seconda degli obiettivi che professionista o azienda intendono raggiungere. Di seguito analizzeremo le tre tipologie più frequenti.

  1. Click-Through. Si tratta di quelle pagine che vengono mostrate in seguito al click ad un annuncio e che contengono un forte invito all’azione, permettendo all’utente di concluderla subito (per esempio, un acquisto).
  2. Lead Capture. Sono quelle pensate per la raccolta di contatti: per tale ragione, contengono un modulo di acquisizione dati e devono possedere un lead magnet (qualcosa che li attragga) per invogliare gli utenti a concedere i propri dati.
  3. Squeeze Page. Pagina di atterraggio che ha, come unico obiettivo, quello di ottenere i contatti del visitatore stesso. A differenza delle altre due, è più breve, contiene una CTA (Call-To-Action, invito all’azione) molto forte ed è centrata sull’obiettivo.

=> Acquisire contatti online: consigli utili per le Landing Pages

Perché è fondamentale utilizzarle?

Ma perché è così importante utilizzare una landing page (o anche più d’una) ed il solo sito web aziendale non basta? C’è sicuramente un motivo per il quale più del 68% delle aziende decidono di utilizzare delle pagine di atterraggio specifiche. Ovviamente tutto dipende dagli obiettivi aziendali ma, in generale, una landing page è un ottimo modo per aumentare lead e conversioni.

Innanzitutto, perché guida il lettore verso il compimento di azioni specifiche, concentrandosi su un unico prodotto o servizio (o sull’acquisizione dei dati, se l’obiettivo è questo). Queste pagine soddisfano poi un target selezionato, che è stato attratto da un’offerta o un magnete.

Proprio per queste ragioni, essendo molto specifiche, le pagine di atterraggio hanno rendimenti elevati. Al contrario, affidandoci solamente ad un sito web che contiene molte pagine e molti prodotti e/o servizi, rischiamo di perdere il cliente lungo la navigazione. Una landing page, invece, ci dona il controllo totale, consentendo di guidare l’utente verso la specifica azione da noi desiderata.


di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera