Federalismo municipale: Regioni vs. Governo sull’autonomia fiscale

di Noemi Ricci

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Le Regioni rifiutano il Federalismo perchè il Governo non ha onorato gli impegni presi: dopo il sì al fisco municipale la battaglia si sposta sul campo Regioni, Province e Sanità.

Federalismo Fiscale in Italia: le Regioni dicono no al Governo. «Per noi l’accordo di dicembre non c’è, ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, poichè il Governo non ha concretizzato gli impegni presi (finanziamento del trasporto pubblico locale, ammortizzatori sociali in deroga, ecc.). Dopo l’approvazione del Fisco Municipale per il passaggio dalla finanza derivata a quella autonoma, infatti, adesso l’iter della riforma prevede che si passi a decretare l’attuazione del federalismo per Regioni, Province e Sanità.

Cosa cambierebbe? Una volta a regime il federalismo fiscale in tutto il paese, si invertirebbe il rapporto economico tra Stato ed enti locali, le imposte non verrebbero più raccolte a livello centrale e ridistribuite fra i vari territori.

Da subito, poi, i Comuni avranno autonomia fiscale, con la possibilità di incamerare nuove entrate attraverso forme di tassazione versate e trattenute a livello locale.

In questo modo – anche se verrebbero premiati gli enti locali virtuosi nell’amministrazione delle risorse – così come è strutturato, il provvedimento comporta un aggravio di tasse e imposte a scapito di cittadini e aziende.

Dubbi e polemiche sono dunque forti, e rallentano inevitabilmente l’iter stabilito dal Governo. Ora, poichè la legge delega scadrà il 21 maggio il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli ha chiesto una proroga di 4 mesi. «È stato dato in Cdm il preavviso della richiesta di proroga che riguarderà eventuali altri decreti che dovessero rendersi necessari. L’obiettivo resta quello di chiudere il federalismo il prossimo 20 maggio come prevede la legge delega».
La situazione resta tesa e lo scenario incerto.

L’approvazione del federalismo municipale è comunque un successo per Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, mentre però già si è infuocata la diatriba con le Regioni e dall’opposizione giungono inviti alla pruidenza: Pierluigi Bersani avvisa «Troppa fretta, così rovinate una buona riforma».

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