Milleproroghe, i provvedimenti della bozza approvata

di Redazione PMI.it

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Approvata la bozza del Milleproroghe: 400 mln per il 5X1000, liberalizzazione del Wi-Fi, più tempo per gli Studi di Settore, niente fondi al Cinema.

Approvata ieri dal Consiglio dei Ministri la bozza del decreto legge “Milleproroghe“, provvedimento atteso anche da professionisti e aziende perché porta con sé la proroga di alcune scadenze e misure urgenti che non hanno trovato spazio in Finanziaria. Confermato anche lo stanziamento di 400 milioni di euro per finanziare il 5 per mille (ovvero la parte dell’imposta sul reddito che i contribuenti possono destinare a enti non profit), di cui 100 mln riservati a ricerca e assistenza domiciliare dei malati di sclerosi amiotrofica. Ne restano dunque 300, il 25% in meno dello scorso anno.

Cinquanta milioni sono stati tolti dai fondi per l’Editoria e quarantacinque da quelli per le emittenti televisive locali, mentre 105 milioni arrivano da rimodulazioni di spesa e da fondi assegnati ma non spesi.

Per imprese e cittadini residenti nelle zone alluvionate del Veneto arriva la proroga al 30 giugno 2011 delle scadenze per i versamenti fiscali e contributivi,operazione da 95 mln di euro, compensati dai rimborsi e compensazioni di crediti di imposta della contabilità speciale dell’Agenzia delle Entrate.

Scadenza fissata al 31 dicembre per la definizione e pubblicazione degli Studi di settore in Gazzetta Ufficiale, ai quali viene così concesso più tempo sia per il 2011 e 2012.

Via libera anche per la liberalizzazione del Wi-fi, pur rimamendo l’obbligo di licenza per gli Internet point.

Nessuna proroga alla deduzione fiscale per i benzinai. Gli sgravi concessi ormai da un ventennio erano stati promessi dal Governo, così le Organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno minacciato lo sciopero sia in città che in autostrada nella settimana che va dal prossimo Natale a Capodanno.

Sembra infine smentita la notizia degli sgravi fiscali per il triennio 2011-2013 a favore delle imprese del cinema, settore ritenuto in crisi, ma finanziati in parte (90 milioni) da un sovrapprezzo di un euro sul biglietto d’ingresso alle sale: i Ministri Tremonti e Bondi negano oggi che tale rincaro possa trovare posto nel testo definitivo del decreto, che vedrà la luce dopo Natale.

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