Meno scontrini e più credito alle imprese online con la Legge Sviluppo bis

di Francesca Vinciarelli

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Credito d'imposta del 25% per siti web e opere di ingegno ed esonero per piccoli commercianti dallo scontrino fiscale a determinate condizioni: ecco le novità della conversione in Legge del DL Sviluppo bis (Decreto Crescita).

Con la conversione in Legge del decreto Sviluppo bis (Dl 179/2012) arrivano interessanti novità per le imprese, a partire dalla possibilità – anche per le catene di piccoli commercianti – di non emettere lo scontrino fiscale, fino al nuovo credito d’imposta del 25% per il digitale (siti Internet e opere d’ingegno).

Parliamo della Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 di conversione del DL 179/2012 – Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012.


Scarica il testo della Legge di conversione del Decreto Sviluppo bis

Esonero scontrini

L’esonero dall’emissione degli scontrini si applicherà anche per le catene di piccoli dettaglianti che superino i 10 milioni di euro di fatturato di gruppo, a patto però di inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’ammontare di tutti i corrispettivi giornalieri.

In sostanza con l’entrata in vigore dell’articolo 34, comma 55, Dl 179/2012 varranno anche per i piccoli dettaglianti le regole che si applicano alla Grande Distribuzione, ovvero agli esercizi commerciali definiti di media e grande struttura di vendita ai quali viene richiesta una superficie superiore a 150 metri quadri, se ubicati in Comuni con popolazione inferiore a 10mila abitanti, o superiore a 250 metri quadri se la popolazione è più numerosa.

=> Leggi le altre novità del Decreto Sviluppo bis

Per i piccoli dettaglianti il requisito richiesto non riguarda la superficie della struttura, ma l’appartenenza ad un gruppo societario presente a livello nazionale con diversi punti di vendita, per un volume d’affari annuo aggregato non inferiore ai 10 milioni di euro.

Credito d’imposta

L’articolo 11-bis della Legge Sviluppo bis istituisce un credito d’imposta del 25% che spetterà invece alle imprese che sosterranno spese per sviluppare nel territorio italiano piattaforme telematiche volte alla distribuzione, la vendita e il noleggio di opere dell’ingegno digitali nel triennio 2013-2015, nel rispetto della regola “de minimis”, per un tetto massimo fissato in 5 milioni di euro annui complessivi e fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

=> Leggi gli altri crediti d’imposta concessi alle PMI

Credito che potrà essere portato anche in compensazione diretta delle imposte IRPEF, IRES o IRAP dovute nel periodo di sostenimento delle spese o con altri debiti, mediante modello F24.

Per Paolo Peluffo, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’Editoria, questa misura rappresenta «un passo avanti significativo nella promozione e nella tutela di libri, giornali, musica, film e anche giochi, tutti i prodotti editoriali e le opere della creatività». L’obiettivo è di combattere la pirateria digitale, ma anche di andare «nella direzione sia di incentivare l’acquisto attraverso le piattaforme di commercio elettronico italiane sia di promuovere le opere in lingua italiana, generalmente penalizzate sulle piattaforme internazionali».