IVA per cassa, sì dalla Ue. Tetto a 200mila euro

di Redazione PMI.it

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L'IVA per cassa ottiene il placet della UE, nell'ambito delle misure del Decreto Anticrisi. La palla passa al MEF: tetto massimo previsto, 200mila euro di volume d'affari

Via libera dalla Ue all’IVA per cassa, parte integrante del Decreto Anticrisi ritenuto ammissibile dall’Unione Europea.

Nel DL 29 novembre 185/2008 è contenuta infatti la norma che riforma il regime IVA per aziende e professionisti, che potranno attendere l’effettiva riscossione del corrispettivo di ciascuna commessa prima di versarne allo Stato la relativa imposta.

Alle imprese non resta che attendere il provvedimento del Ministro dell’Economia, che dovrà ora emanare il decreto attuativo.

Unico limite previsto, il tetto massimo per godere delle agevolazioni del nuovo regime è il volume d’affari, che nel testo del decreto attuativo probabilmente sarà fissato a 200mila euro: entro questa soglia le aziende contribuenti potranno versare l’IVA dopo “aver incassato”, con un limite massimo di un anno a decorrere dalla data effettiva (salvo procedure concorsuali o esecutive del destinatario).

L’Iva per cassa – la cosiddetta “IVA ad esigibilità differita” – vale per il 2009 ma non solo, visto che la sperimentazione triennale (2009, 2010 e 2011) è stata superata dall’emendamento per rendere strutturale il nuovo regime.

La norma vale per “cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di esercenti attività di impresa, arte o professione”. Restano esclusi dal regime, i soggetti a regime speciale, vincolati da meccanismi dell’inversione contabile.

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