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Decreto Coronavirus 8 marzo: le nuove misure

di Redazione PMI.it

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Nuovo decreto (in vigore dall'8 marzo) di contrasto ai rischi di contagio da Coronavirus: blindata l'intera Lombardia e altre 14 province, misure restrittive anche per l'intero territorio nazionale.

Il governo ha approvato sabato notte un nuovo decreto d’urgenza (in vigore da domenica 8 marzo) per contenere il dilagare del contagio da Coronavirus in Lombardia e altre 14 province, togliendo i precedenti confini della zona rossa ed estendendo quindi l’area sottoposta a misure stingenti, in particolare: divieto di ingresso e uscita dai territori lombardi e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Novara e Vercelli.

Zona arancione

Sarà però permesso il rientro presso la propria residenza o domicilio per chi si trova fuori. All’interno di questa vasta area ci si potrà muovere solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Non solo: per contenere al massimo situazioni adatte al diffondersi del Coronavirus, in queste aree lo stop per scuole e università viene esteso al 3 aprile e per evitare assembramenti bar e ristoranti chiuderanno alle 18:00.

In tutta Italia sono sospesi incontri e spettacoli di qualsiasi tipo, compresi cinema, musei e  attività sportive dilettantesche. Lezioni e uscite didattiche sospese, negozi aperti nei giorni feriali, bar e ristoranti con servizio al tavolo obbligati a garantire la distanza di un metro tra gli avventori.

Le aziende

Ovviamente si continua con lo smart working laddove sia possibile, con applicazione semplificata per tutti.

Intanto l’ABI e le diverse associazioni di impresa hanno sottoscritto l’annunciato accordo che estende  ai prestiti al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento delle rate.

L’Agenzia ICE (promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese) ha annullato i costi già sostenuti dalle aziende per la partecipazione a fiere ed eventi, proponendo anche soluzioni di visibilità “alternative”.

In un successivo decreto (decreto Sanità) si attendono poi misure di sostegno per imprese e famiglie che devono affrontare tale congiuntura, la cui gravità a richiesto misure drastiche e improcrastinabili (al seguente link la ripartizione per province del contagio, aggiornata al 7 marzo).

 

Merci

Le merci possono entrare e uscire dai territori della zona arancione: lo conferma una nota della Farnesina perchè si tratta di un’esigenza lavorativa: la consegna o il prelievo delle merci.

I cittadini

La “fuga di notizie” sulla chiusura di Lombardia e nuove Province prima della pubblicazione del decreto ha fatto sì che folle di Italiani spaventati abbiano tentato (riuscendovi anche) di abbandonare la nuova zona rossa riversandosi in tutto lo Stivale, con le ovvie conseguenze del caso: il rischio di creare nuovi focolai si è così moltiplicato.

Tra le prime reazioni locali segnaliamo alcune ordinanze che impongono, all’ingresso in Calabria, Basilicata, Campania e Puglia (ma anche in Lazio e in Toscana) di comunicare il proprio arrivo ai medici di famiglia e rimanere a casa in isolamento fiduciario per 14 giorni. E’ altresì vero che le ordinanze regionali non conformi al quadro normativo nazionale potrebbero essere ignorate dai rispettivi prefetti.

Il decreto

Il Decreto (Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19) è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.59 del 08-03-2020.

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