Insolvenze, il recupero crediti intra-UE

di Barbara Weisz

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Come funzionano le regole UE sul recupero crediti, anche all'estero, in caso di insolvenza delle imprese: più tutela dei creditori e meno turismo dei fallimenti.

In caso di insoluti e controversie creditizie con imprese, il trasferimento di fondi su conto estero non costituisce un limite, né geografico né legale. Il Regolamento UE n. 655/2014 in vigore dallo scorso anno, applicabile ai conti aperti nell’Unione Europea, consente ai creditori di bloccare in via cautelativa le somme sul conto, in attesa di giudizio nel caso di sentenze di insolvenza, la cui validità è riconosciuta nei vari Stati Membri.

Si tratta in pratica delle attuali regole sul recupero crediti transfrontaliero in caso in insolvenza delle società, che mirano non solo a rendere più facile per i creditori recuperare il proprio denaro semplificando anche le procedure di ristrutturazione delle imprese.

Vediamo di seguito le principali regole in materia di recupero crediti intra-UE per insolvenza delle imprese.

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Recupero crediti intra-UE

Campo di applicazione: le norme si applicano ampia di procedure nazionali di ristrutturazione attivabili per salvare le imprese o per recuperare i crediti presso i debitori degli altri paesi dell’UE.

Certezza del diritto e salvaguardie contro il “turismo dei fallimenti”: se un debitore si trasferisce in un altro paese poco prima di depositare la dichiarazione di insolvenza, il giudice dovrà verificare che il trasferimento sia genuino e non motivato dalla prospettiva di beneficiare di regole meno severe in materia di insolvenza.

Possibilità di salvare le imprese tramite ristrutturazione: vengono evitate le “procedure secondarie” (aperte dai giudici di paesi UE diversi da quello della sede legale dell’impresa), rendendo più facile ristrutturare le imprese in contesti transfrontalieri (tutelando gli interessi dei creditori locali). Sono applicabili anche procedure di insolvenza dei gruppi di imprese, per aumentare le probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.

Entro l’estate 2019, i registri fallimentari elettronici nazionali di tutta l’UE risulteranno collegati tra loro e sarà quindi più facile ottenere informazioni sulle procedure d’insolvenza avviate negli altri paesi dell’UE.

Le imprese che devono procedere alla ristrutturazione dei debiti non sono così ostacolate da conflitti relativi a norme nazionali da applicare.

Chi vuole recuperare i propri crediti non trova ostacolo nelle frontiere nazionali.

La maggiore certezza del diritto stimola gli investimenti delle imprese.