Condono IVA, presto class action

di Alessandro Vinciarelli

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Class action in vista sul condono Iva 2002: nove imprese italiane stanno preparando un'azione collettiva per illeciti subiti.

La manovra finanziaria 2011 ha cambiato le carte in tavole in tema di condono iva: in particolare, per quanto riguarda che imprese che avevano usufruito del condono IVA 2002 – giudicato illegittimo nel 2008 – e che ora devono sottostare a nuove regole riguardo ai tempi degli accertamenti fiscali, prorogati di un anno (dicembre 2012) proprio per dare allo Stato il tempo di riprendersi quanto non versato dalle aziende che erano “uscite allo scoperto”.

Per questa ragione, nove aziende che avevano aderito a un condono che il Governo si è dovuto “rimangiare”, hanno deciso di intraprendere una class action per ribellarsi alle conseguenze impreviste del condono IVA.

Obiettivo, recuperare quanto versato aderendo alla sanatoria del 2002, visto che ora lo Stato richiede loro di saldare l’intero importo.

Come primo passo, le aziende dovranno presentare istanza all’Amministrazione finanziaria e, successivamente, dovranno attivare un contenzioso davanti alla Commissione tributaria provinciale o al Tribunale ordinario sulla questione del condono.

Dal punto di vista normativo, sarebbe più preciso parlare di un ricorso collettivo e cumulativo, non essendoci tecnicamente i presupposti di una class action, ha comunque spiegato Stefano Loconte, professionista incaricato di seguire l’azione legale a margine del condono IVA 2002.

Il controvalore sarebbe finora di 2 milioni di euro, anche se diverse associazioni di consumatori e di tutela dei diritti dei contribuenti stanno analizzando la situazione e valutando di proporre l’azione a tutti i loro iscritti.

Intanto l’Agenzia delle Entrate potrebbe ancora recuperare oltre un miliardo dagli accertamenti post-condono 2002, attraverso l’azione di Equitalia con lo strumento dell’accesso bancario, rispetto ai 4,5 miliardi ancora da recuperare secondo i dati della Corte dei Conti.

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