Fisco: accertamenti esecutivi dal primo luglio

di Alessandro Vinciarelli

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Accertamenti esecutivi: dal primo luglio più rapide le riscossioni del Fisco, ma il congelamento di 120 giorni previsto dal DL Sviluppo non pare sufficiente.

Riscossioni più rapide e senza cartella: entrerà in vigore il 1° luglio la norma sugli accertamenti esecutivi, che inasprisce i rapporti tra contribuenti professionali e Fisco. Mentre la Pubblica Amministrazione se la prende comoda quando si tratta di saldare i debiti nei confronti delle imprese, a queste non viene concessa la stessa flessibilità…

Dopo 60 giorni dalla notifica degli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, questi diverranno esecutivi e partiranno misure cautelari quali ipoteche, pignoramenti e blocco pagamenti delle PA.

A tutela del contribuente il Decreto Sviluppo (DL 70/2011) prevede che, con la presentazione della sospensiva nei tribunali del Fisco, si possa congelare il pagamento del 50% delle somme dovute, ma questo solo per un periodo di 120 giorni.

Ma più che tranquillizzare, questa opzione sta animando le proteste, poiché si ritiene che 120 giorni siano troppo pochi per decidere sulle istanze presentate. Per i giudici tributari potrebbe verificarsi il caso in cui il contribuente rimanga scoperto nel periodo che intercorre tra la scadenza del termine e l’effettiva decisione sull’istanza.

Senza considerare i disagi introdotti dall’aumento del numero di istanze che conseguiranno all’accertamento esecutivo, che potrebbero causare anche dei veri e propri ingorghi nei tribunali fiscali.

Per Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec), «è giusto rendere più efficiente il sistema della riscossione. Il problema nasce se le misure in questa direzione non sono accompagnate dalla stessa attenzione sul fronte delle tutele giurisdizionali. Quindi, parallelamente bisogna agire sul fronte della giustizia tributaria: renderla più forte, più autonoma, più qualificata con maggiori risorse e personale perché sia in grado di stare al passo con i tempi di accertamento e riscossione più veloci e pervasivi».

E in più «è necessario che le norme di potenziamento dell’evasione fiscale e della riscossione non siano utilizzate a copertura di impegni di spesa contestualmente assunti ma siano impiegate a posteriori per interventi che riducano il carico fiscale».

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