Assicurazioni: nuovi oneri e tasse per 234 mln

di Alessandro Vinciarelli

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La manovra inciderà duramente sulle imprese di assicurazioni, per la quali le variazioni delle riserve tecniche obbligatorie del ramo vita contribuiranno al 90% nella formazione il reddito

La manovra del Governo si sta traducendo in una vera e propria stangata per le imprese di Assicurazioni: un nuovo emendamento modifica il testo unico delle imposte sui redditi in relazione al reddito delle compagnie assicurative.

Prescrive l’emendamento che «la variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative al ramo vita concorre a formare il reddito dell’esercizio in misura pari al 90%». In altre parole, solo il 10% di tale somma non concorrerà al calcolo dell’IRES del 27,5%.

Con gli emendamenti si introduce inoltre la possibilità di compensare dal 2011 i crediti nei confronti di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale con i debiti fiscali iscritti a ruolo.

Per lo Stato il provvedimento si traduce in un gettito pari a 234 milioni di euro, volto a finanziare altre attività, tra cui un maggiore sostegno economico alle forze di sicurezza e 50 milioni in più l’anno per Roma capitale.

Il Presidente del Senato, Renato Schifani, in occasione dell’Assemblea annuale dell’Ania ha sottolineato l’importanza del settore assicurativo sull’economia delle imprese. Le aziende di assicurazioni – dice Schifani – “coniugando gli interessi di chi opera nel settore con quelli più generali del Paese”, operano per “fluidificare i rapporti giuridici all’interno della società” e rimangono pertanto indispensabili anche nel periodo di rinascita economica.

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