Partite IVA in Gestione Separata: niente rincaro aliquota INPS

di Francesca Vinciarelli

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La Legge di Stabilità blocca per il 2014 l'aumento delle aliquote che i professionisti a partita IVA iscritti alla Gestione Separata devono versare all'INPS.

La Legge di Stabilità 2014 a stabilito che per gli autonomi titolari di Partita IVA, ovvero professionisti senza albo iscritti alla Gestione Separata INPS, la contribuzione dovuta per il 2014 resti ferma al 27,72% e al 18% nei casi in cui è applicabile l’aliquota ridotta. Sembrano quindi aver fatto effetto le richieste dei professionisti senza albo e senza Cassa di categoria che protestavano contro i continui aumenti progressivi dei contributi pensionistici da versare alla Gestione Separata INPS.

Aliquote contributive

Più in particolare le partite IVA iscritti alla Gestione Separata INPS dal 2013 avrebbero dovuto versare all’Istituto un’aliquota pari al 28% più lo 0,72% destinato a finanziare le prestazioni assistenziali. Il comma 521 del Ddl 1120 (Legge di Stabiità 2014) approvato con voto di fiducia dall’Aula del Senato ha invece modificato la progressione proposta dalla Riforma del Lavoro, facendo slittare di un anno tale aumento, per i soli iscritti alla Gestione Separata. Questi pagheranno, nelle prossime annualità, le seguenti aliquote:

  • nel 2014 il 27,72%;
  • nel 2015 il 28,72%;
  • nel 2016 il 30,72%;
  • nel 2017 il 31,72%;
  • nel 2018 il 32,72%;
  • nel 2019 il 33,72%.

Va tuttavia sottolineato che pur avendo bloccato l’aumento 2014, i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell’INPS , chiamati a pagare di tasca propria tutti i contributi a differenza di quanto avviene ad esempio per i parasubordinati per i quali l’onere è suddiviso con il committente, continuano a versare contributi più elevati rispetto a tutti gli altri lavoratori indipendenti, liberi professionisti, commercianti, artigiani. Ad esempio i professionisti iscritti ad un Ordine versano il 14%, mentre commercianti e artigiani versano il 21/24%. Dunque se questo blocco arriva comunque come una buona notizia, perché consente alle partite IVA di tirare un respiro di sollievo, di fatto non risolve il problema alla radice e tra un anno il problema si riproporrà.