Rimborso TARI dal Comune, le istruzioni

di Noemi Ricci

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Come presentare richiesta di rimborso della TARI nei Comuni che hanno calcolato la quota variabile in eccesso.

Recentemente il sottosegretario all’Economia e Finanze, Baretta Pier Paolo, ha chiarito le modalità di calcolo della quota variabile della tariffa rifiuti (TARI) che deve essere computata solo una volta a prescindere dal numero delle pertinenze situate nello stesso Comune, tenendo in considerazione la superficie totale.

Finora però sono stati diversi i Comuni che, in caso di utenza domestica costituita da più superfici (garage, cantina e quant’altro), hanno fatto pagare ai contribuenti una quota variabile della TARI più alta, calcolandola sia in relazione all’immobile che alle pertinenze, determinando così una tariffa notevolmente più elevata (anche del +72%) rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una sola volta rispetto alla superficie totale.

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A fronte dei chiarimenti ufficiali del Governo, i contribuenti interessati si trovano nella condizione di dover chiedere il rimborso della TARI versata in più al Comune di appartenenza negli ultimi cinque anni.

Per farlo è necessario aver conservato l’avviso di pagamento della TARI, il quale deve contenere il riepilogo dell’importo da pagare e il dettaglio delle somme,i dati catastali dell’immobile, la superficie tassata, il numero degli occupanti, la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare. Se la quota variabile è presente sia per l’abitazione che per le eventuali pertinenze è possibile presentare richiesta di rimborso, ma solo per quanto versato negli ultimi cinque anni (i precedenti versamenti sono ormai andati in prescrizione).

=> Prescrizione cartelle esattoriali: guida

La richiesta di rimborso va presentata con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata firmata dal titolare dell’utenza TARI al Comune o alla società in house che gestisce i rifiuti, citando gli estremi dell’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18.10.2017 e allegando le prove del pagamento.

In caso di silenzio o di diniego è necessario rivolgersi nei 60 giorni successivi alla Commissione Tributaria Provinciale per presentare ricorso.