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Avvisi del Fisco ai contribuenti irregolari

di Barbara Weisz

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Nuova ondata di avvisi bonari del Fisco via PEC e posta ordinaria: il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate con le verifiche sulle dichiarazioni dei redditi passate.

Nuovi avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate ai contribuenti oggetto di processo verbale di constatazione, in primis professionisti e imprese: si tratta di comunicazioni “amichevoli” con cui il Fisco rileva le incongruenze nelle dichiarazioni dei redditi e invita a mettersi in regola. E’ la strategia di compliance fiscale prevista dalla Riforma Fiscale. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento 15 luglio 2016 in cui spiega cosa contengono le missive indirizzate a una platea di 31.546 contribuenti.

=> Avvisi bonari del Fisco, le precedenti comunicazioni

Questa nuova tornata di avvisi bonari riguarda errori e irregolarità relative alle dichiarazioni  2012-2014. E si rivolge solo a contribuenti sottoposti a controlli fiscali conclusi con processo verbale di constatazione.

Mettendosi in regola, si possono pagare le imposte dovute con la riduzione delle sanzioni pari a un quinto del minimo, presentando dichiarazione integrativa oppure la dichiarazione dei redditi nel caso in cui non siano ancora decorsi i termini.

Secondo il calendario previsto, i contribuenti che hanno una PEC (come imprese e professionisti) hanno ricevuto gli avvisi bonari entro domenica 17 luglio, mentre i tempi sono più lunghi per coloro ai quali le missive vengono spedite via posta ordinaria (consegna prevista entro settembre 2016). Il contribuente può sempre consultare la comunicazione all’interno del proprio cassetto fiscale.

Le segnalazioni bonarie dell’Agenzia delle Entrate contengono il nome e cognome, o la denominazione sociale, del contribuente, il codice fiscale, l’anno di imposta a cui si riferisce l’irregolarità da sanare riportata nel processo verbale di constatazione.

Quando riceve questi inviti bonari, il contribuente può richiedere informazioni al Fisco, anche tramite un intermediario abilitato all’assistenza fiscale, oppure segnalare elementi per provare di essere in regola, con le modalità che sono indicate nella missiva. L’Agenzia delle Entrate, quando effettua questi invii, ne da notizia anche alla Guardia di Finanza.

Per approfondimenti, il provvedimento delle Entrate