Raccordo rottamazione ter alla bis

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Leopaga chiede

Come formulato, il raccordo tra rottamazione bis e ter nell’art.3 del d.l.119 del 2018, a me sembra escludere dalla più conveniente rateazione coloro che hanno aderito alla bis rispetto a coloro che non hanno aderito a nulla e che adesso possono spalmare l’intera debitoria in 5 anni. Non è una colossale ingiustizia? Ricordo che la Presidenza del Consiglio aveva parlato di pagamento di una sola rata.

Barbara Weisz risponde

In effetti, coloro che hanno aderito alla rottamazione bis possono aderire a questo nuovo provvedimento di definizione agevolata solo se in regola con le tre rate dovute nel 2018, da pagare entro il termine del 7 dicembre. Solo la parte restante del debito potrà avvalersi della più vantaggiosa rateazione spalmata su cinque anni, con due versamenti ogni anno.

Coloro che, invece, aderiscono direttamente alla rottamazione ter (senza avere in corso un pagamento rateale previsto dalla rottamazione bis), possono avere l’intera somma dovuta rateizzata in cinque anni.

L’intenzione del legislatore è chiara: in base alle adesioni alla rottamazione bis, sono state effettuate precise stime di gettito fiscale, relative al 2018. Stiamo parlando di forme di condono, o comunque di sconti concessi a chi non ha pagato completamente tasse o contributi, che vengono decisi per “fare gettito”: lo Stato condona una parte del dovuto (in questo caso, fa solo uno sconto su sanzioni e interessi), e in cambio incassa subito somme che, altrimenti dovrebbero prevedere una lunga (e comunque non gratuita) procedura di esecuzione).

Ebbene, se fosse concesso ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis di uscire da questo provvedimento in favore della rottamazione ter, inevitabilmente ci sarebbe stata una perdita di gettito stimato (avrebbero tutti approfittato della possibilità). Quindi, la norma è formulata in modo ragionato.

Fra l’altro, sulle rate 2019 della rottamazione bis, il passaggio alla più favorevole dilazione su cinque anni è automatico, per andare incontro a questi contribuenti (evitando nuovi aggravi burocratici).

Infine faccio notare che, se vogliamo parlare di ingiustizia, i condoni penalizzano in primis coloro che hanno pagato tutto nei tempi previsti, e ai quali quindi la misura non si rivolge.