Aumentano le insolvenze aziendali a livello globale, incremento che prosegue per il quinto anno consecutivo e che potrebbe raggiungere il picco nel 2026. Secondo l’ultimo Insolvency Report di Allianz Trade, in Italia il numero di insolvenze aziendali è tornato a crescere con forza nel corso 2025, andando anche oltre i livelli pre-pandemia e coinvolgendo tutti i settori.
Secondo il report, i comparti più colpiti sono commercio (21% del totale da inizio anno ad agosto 2025), costruzioni (19%), manifatturiero (16%) e ospitalità (9%). Per il 2025, inoltre, si stima un aumento complessivo del +35% su base annua, pari a circa 13mila casi, trend che proseguirà anche nel 2026 con circa 13400 casi previsti, perché la ripresa economica non sarà ancora in grado di invertire la tendenza.
Guardando al futuro, infatti, Allianz Trade segnala un probabile incremento globale delle insolvenze pari al 5%, individuando anche tre vulnerabilità chiave che metteranno alla prova la resilienza delle imprese: una crescita economica ancora debole, condizioni di finanziamento restrittive con tassi d’interesse elevati e un’offerta di credito limitata e, infine, debolezze settoriali che riguardano soprattutto i settori delle costruzioni e delle automotive.
Le strategie di mitigazione si indeboliscono e si manifestano degli effetti secondari, inoltre, l’impatto della guerra commerciale potrebbe presto mettere alla prova la resilienza delle imprese. Aumentano anche i rischi di effetti domino, a causa del crescente numero delle grandi insolvenze.
Come spiega Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade, questo si traduce in un aumento dei rischi di mancato pagamento:
prevediamo che le insolvenze aziendali globali aumenteranno del +5% nel 2026, rispetto al +3% della nostra precedente stima.
Con il quinto aumento consecutivo, i livelli risulteranno del 24% superiori alla media pre-pandemica.
Tuttavia, sebbene la ripresa sarà graduale, la tendenza potrebbe invertirsi nel 2027, con un calo dell’1% delle insolvenze aziendali.