Esenzione IMU causa Covid: Dichiarazione entro giugno

di Redazione PMI.it

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Esenzione IMU con causale Covid-19: per chi scatta l'obbligo di Dichiarazione al Comune entro la nuova scadenza del 30 giugno 2021.

L’esenzione IMU concessa nel 2020 dai decreti economici con gli aiuti per l’emergenza Covid-19 deve essere indicata nella Dichiarazione fiscale da presentare entro la scadenza del 30 giugno 2021, in ottemperanza al dettato normativo della Legge di Bilancio 2020 (articolo 1, comma 769) relativo alla nuova IMU (dopo l’abolizione e l’accorpamento della TASI): lo ha chiarito il Dipartimento delle Finanze, che ha aggiornato le FAQ pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Esenzione IMU: agevolazione da segnalare

La Dichiarazione IMU 2021, dunque, va compilata e trasmessa al Comune anche dai beneficiari dell’esenzione d’imposta, esonerati dal versamento dell’IMU nel corso del 2020 per effetto dei decreti di Governo in materia di Coronavirus: questi soggetti dovranno semplicemente barrare la casella “Esenzione”.

Di regola l’adempimento è necessario ogni volta che si verificano variazioni che incidono sulla determinazione dell’IMU dovuta. In più, come chiarisce il MEF nelle sue FAQ, la Dichiarazione IMU serve:

in tutti i casi in cui il Comune non è a conoscenza delle informazioni utili per verificare il corretto adempimento dell’imposta, come nelle ipotesi delle esenzioni previste in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Esenzione Covid: chi deve inviare la Dichiarazione IMU

Chi è chiamato all’adempimento in relazione ai benefici IMU anti Covid fruiti nel 2020? Si tratta di Partite IVA esercenti attività nei settori Turismo e Alberghiero e per le imprese del settore Spettacolo, ai quali è stata concessa l’esenzione dal versamento della prima rata 2020 dal decreto Rilancio e poi del saldo dal decreto Agosto a patto che gli immobili fossero posseduti dai medesimi gestori delle attività (stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali; alberghi, pensioni, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti vacanze, bed & breakfast, residence; immobili di imprese di allestimento strutture espositive per eventi fieristici o manifestazioni; discoteche, sale da ballo e night-club). Per il solo saldo è stata prevista (dal Decreto Ristori) l’esenzione del saldo 2020 anche per le attività più colpite dalle restrizioni di legge anti-covid previste dal DPCM del 24 ottobre (commercianti e PMI).

Nelle FAQ si legge infine un altro importante chiarimento:

Si ritiene che tale obbligo dichiarativo, al contrario, non sussiste una volta che l’esenzione viene meno, dal momento che per le agevolazioni legate all’emergenza da Covid-19, essendo le stesse di carattere temporaneo per espressa previsione di legge, il periodo di durata è conosciuto dai Comuni; per cui tale circostanza fa venire meno l’obbligo dichiarativo.