Ripresa riscossione: ecco tutte le pendenze da pagare

di Redazione PMI.it

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Versamenti sospesi, rottamazione e saldo e stralcio: calendario pagamenti e regole per la ripresa di cartelle e pignoramenti.

Riprendono gli accertamenti del Fisco, le attività di riscossione (cartelle esattoriali, atti, pignoramenti) e riaprono i termini per effettuare i pagamenti scaduti dallo scorso 15 marzo al 15 ottobre, sospesi dai diversi provvedimenti anti-Covid.

Termina il 15 ottobre la sospensione delle attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate, per cui da venerdì 16 potranno riprende ad arrivare avvisi e cartelle e i contribuenti dovranno saldare l’eventuale pregresso (entro il 30 novembre 2020).

Il Governo ha a più riprese escluso nuove proroghe (che non si possono escludere fino all’ultimo, ma al momento è questa l’indicazione), ma ha anche sottolineato che la nuova fase di ripresa della riscossione sarà caratterizzata da un “grande gradualità”. Nel frattempo, il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ha ricordato gli strumenti che il Fisco ha attivato. Vediamo tutto.

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Debiti e pignoramenti

Come detto, la data spartiacque è il 15 ottobre. In base al decreto Agosto, fino a questa data sono sospesi i «termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie nonché delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione». Quindi, tutte queste attività ripartiranno, come detto, da venerdì 16 ottobre.

I carichi pendenti, ha spiegato Ruffini, riguardano 17,9 milioni di contribuenti, in grande maggioranza persone fisiche. Per la precisione, «3 milioni sono persone giuridiche (società, fondazioni, enti, associazioni)» e i restanti 14,9 milioni sono «persone fisiche, di cui quasi 2,5 milioni con una attività economica (artigiani, liberi professionisti». In considerazione delle indicazioni di gradualità previste del ministero, si può prevedere che non ci sarà un’ondata di invii massicci ma una ripresa progressiva.

Tornano invece immediatamente esecutivi gli atti sospesi dalle misure anti-Covid, come i pignoramenti.

Nuove scadenze

Per quanto riguarda i pagamenti, coloro che, in virtù della sospensione prevista dai provvedimenti anti-Covid, non hanno saldato le rate previste da eventuali piani in corso, devono rispettare le seguenti scadenze:

  • pagamenti scaduti fra l’8 marzo e il 15 ottobre: vanno saldati entro il 30 novembre (fine del mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione).
  • rate rottamazione ter e saldo e stralcio: i contribuenti in regola con il pagamento delle rate scadute nell’anno 2019 devono procedere con l’integrale versamento delle rate in scadenza nell’anno entro il 10 dicembre 2020.

Rateazione

Restano la nuove possibilità di rateizzazione per i contribuenti decaduti da rottamazione agevolata e saldo e stralcio per mancato o tardivo pagamento delle rate 2019. e  il maggior termine di decadenza (10 rate invece che cinque) per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020.

Attenzione: per le somme non ancor rateizzate, è possibile chiedere entro il 15 ottobre 2020 il maggior termine di decadenza. La domanda di presenta all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, utilizzando l’apposito modulo (pubblicato sul sito) che può essere consegnato in ufficio oppure inviato via PEC.

Ricordiamo che sul portale dell’Agenzia delle Entrate sono consultabili, oltre ai riferimenti normativi, le FAQ che rispondono a tutti i dubbi relativi alla sospensione e ripresa della riscossione. I contribuenti che hanno le credenziali per entrare nell’area riservata possono in qualsiasi momento consultare la propria situazione.

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