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Consulenze: la deducibilità dei costi a forfait

di Redazione PMI.it

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I chiarimenti della Cassazione sulla deducibilità dei costi sostenuti per le consulenze professionali e sull'applicazione dell principio di inerenza.

Con l’ordinanza n. 23698/2018 la Corte di Cassazione ha stabilito l’indeducibilità dei costi sostenuti per le consulenze anche qualora vi sia contratto che ne prevede l’erogazione senza la prova dell’utilità del servizio erogato all’impresa che lo acquista. Nel caso esaminato i giudici hanno quindi accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate contro una società che acquistava dalla controllante servizi di consulenza e studio quantificati nella misura forfettaria dell’1,7 del volume delle vendite della controllata.

Costi consulenza, studio e assistenza

La Cassazione ha dunque ribaltato la precedente decisione della CTR di Campobasso, ritenendo errata l’affermazione dei giudici di merito per cui i costi per “consulenza, studio e assistenza” fossero legittimi per il solo fatto che essi fossero stati pattuiti nel contratto stipulato tra le due società infragruppo. Questo perché tale interpretazione attribuirebbe erroneamente all’autonomia negoziale delle parti la capacità di derogare alle norme imperative previste in ambito fiscale, andando a violare l’art. 109 del dpr 22 dicembre 1986 n. 917, secondo cui:

Tutti i componenti (positivi o negativi) del reddito di impresa devono essere certi e di ammontare determinabile obiettivamente ( primo comma ); inoltre i componenti negativi (costi) devono possedere l’ulteriore requisito della inerenza (quinto comma), ossia devono avere un nesso di effettiva funzionalità rispetto alla produzione dei ricavi.

Principio di inerenza

Proprio qui sta l’errore dei giudici della CTR i quali, secondo la Cassazione, hanno omesso di esaminare:

Le circostanze dedotte nell’atto impositivo e riprese nell’atto di appello dell’Ufficio, in ordine al difetto di effettiva esistenza ed inerenza dei costi per i servizi di “consulenza, analisi e studio”, asseritamente svolti dalla controllante in favore della controllata in assenza di ogni documentazione (diversa dalla mera fatturazione degli importi) attestante la reale prestazione di servizi da parte della controllante a favore della controllata, e l’inerenza funzionale di detti servizi sotto il profilo della necessità o utilità di essi ai fini della attività di impresa svolta dalla società.