Pignoramento immobili: cosa sapere e come proteggersi

di Redazione PMI.it

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Pignoramento degli immobili: quando scatta, cosa si rischia e come attivare un processo di chiusura del debito sicuro e collaudato.

In periodi di difficile congiuntura economica, come quello che ancora stiamo vivendo, temi come il pignoramento della casa risultano estremamente attuali. Si tratta di tematiche delicate sulle quali tuttavia vi è molta disinformazione.

Cause del pignoramento

Il pignoramento è il primo atto esecutivo che l’ente di riscossione (come la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione) avvia dopo le procedure cautelari (fermo e ipoteca), previa comunicazione, con l’obiettivo di vincolare determinati beni del debitore al soddisfacimento del diritto del creditore. Tale atto scatta nel caso in cui, dopo 60 giorni (120 per debiti fino a 1000 euro), non si paghi o rateizzi la cartella esattoriale legittimamente notificata, a meno che non ci sia un provvedimento di sospensione o annullamento del debito.

Le cause del pignoramento di un immobile possono essere molteplici (rate del mutuo non pagate, spese condominiali non saldate, cause perse, cambiali non pagate e così via).

Una volta pignorata, la casa solitamente finisce all’asta, dove viene venduta ad un valore molto inferiore a quello reale, anche meno della metà. Le somme  così ottenute, quasi sempre, non consentono ai pignorati di saldare i propri debiti, che i creditori dovranno recuperare da altri fronti come TFR, macchine, eredità ed eventuali garanti.

Pignoramenti in Italia

I dati della società Astasy confermano che si tratta di una problematica in forte aumento in tutta Italia: nel 2015 le esecuzioni immobiliari pubblicate erano quasi 226mila, nel 2016 queste risultavano in aumento del +18,3%, salendo a 267.322 e a circa 300mila alla fine del 2017. In pratica, in Italia un immobile ogni 100 è sotto esproprio.

In crescita anche il numero di piccoli imprenditori, artigiani, commercianti in crisi che, non riuscendo più a far fronte ai propri impegni rischiano di vedersi pignorata la prima casa.

Dai dati sui pignoramenti in Italia emerge inoltre che:

  • i pignoramenti si registrano soprattutto in Lombardia, (1/5 delle aste), Sicilia, Veneto, Puglia e Piemonte. In queste regioni si concentra il 52,5% delle aste;
  • il valore medio di perizia degli immobili affidati al banditore è di 142mila euro, per una superficie di 100 metri quadrati (il 9% viene periziato a più di 250mila euro);
  • il 90% degli immobili andati all’asta erano a garanzia di crediti concessi che non superano i 250mila euro;
  • solo il 14% delle aggiudicazioni di immobili all’asta ha portato all’estinzione della procedura;
  • dei 300mila immobili pignorati ogni anno, solo il 18% viene acquistato. Colpa dei tempi lunghi della giustizia, della burocrazia e dei costi elevati.

Debiti Zero

Per evitare queste situazioni, Cappa&Associati ha ideato il sistema Debiti Zero, struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa, che si propone di supportare l’esecutato risolvendo il problema in modo rapido, in circa 30 giorni, senza esborsi di soldi, lasciando soddisfatti sia debitori (che non versano soldi aggiuntivi) che creditori (che recuperano in questo modo molto più denaro e più velocemente che con la vendita all’asta).

Il meccanismo è fondamentalmente il seguente:

  • la società analizza nel dettaglio la situazione debitoria, individuando tutte le variabili presenti e le possibili criticità;
  • insieme al debitore, viene messo in atto il piano d’azione senza costi di apertura o chiusura della pratica;
  • si cerca l’accordo con i creditori e una volta trovato si chiude definitivamente la pratica di debito.

Il guadagno per la società scatta solo a risultato raggiunto e non grava sulle tasche dei debitori ma si origina dalla differenza tra il prezzo di vendita dell’immobile e il totale dei debiti stralciati.