Fattura elettronica B2B, via libera UE

di Barbara Weisz

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L'Unione Europa autorizza l'Italia a introdurre l'obbligo di fattura elettronica b2b previsto dalla manovra in deroga alle normative comunitarie sull'IVA: la decisione.

La UE risponde positivamente all’Italia, come previsto, sull’obbligo di fatturazione elettronica fra privati dal 2019. Il via libera, che era stato richiesto dall’Italia in deroga a quanto previsto dalla direttiva comunitaria sull’IVA, è contenuto nella decisione di esecuzione UE 2018/593 dello scorso 16 aprile 2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Il provvedimento del Consiglio UE autorizza l’Italia «ad accettare come fatture documenti o messaggi solo in formato elettronico se sono emessi da soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano diversi dai soggetti passivi che beneficiano della franchigia per le piccole imprese», e «a disporre che l’uso delle fatture elettroniche emesse da soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano non sia subordinato all’accordo del destinatario». Bruxelles risponde quindi positivamente alla richiesta italiana del 27 settembre 2017, sull’ottenimento di una deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE (la legge UE sull’IVA) per introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica.

Come è noto, la norma è stata poi inserita nella legge di Bilancio 2018, per la precisione dal comma 909 della legge 205/2017, che introduce l’obbligo di fatturazione elettronica a partire dal 2019. Il punto è che la legge Ue sull’IVA prevede invece che la fattura cartacea possa coesistere con quella elettronica, prevedendo però, con l’articolo 395, la possibilità per i singoli stati di introdurre misure speciali di deroga, «allo scopo di semplificare la riscossione dell’imposta o di evitare talune evasioni o elusioni fiscali». L’Italia ha utilizzato questa possibilità, spiegando che l’obbligo di fatturazione elettronica consente all’amministrazione tributaria di acquisire in tempo reale le informazioni contenute nelle fatture emesse e ricevute dagli operatori, consentendo di effettuare «controlli tempestivi e automatici in merito alla coerenza degli importi IVA dichiarati e versati», e di raggiungere i seguenti obiettivi: potenziamento della lotta alla frode e all’evasione, impulso alla digitalizzazione, semplificazione della riscossione.

La misura inserita in manovra prevede che l’obbligo di fatturazione elettronica sia anticipato al primo luglio 2018 per cessioni di benzina e gasolio utilizzati come carburante e per i subappalti nel quadro di contratto con la pubblica amministrazione. In tutti gli altri casi, la fatturazione elettronica fra privati parte dal primo gennaio 2019, con l’eccezione dei contribuenti in regime dei minimi.

La decisione UE consente la deroga alle direttive sull’IVA dal primo luglio 2018 al 31 dicembre 2021. Per ottenere eventuali proroghe, l’Italia dovrà presentare specifica richiesta completa di valutazione sull’efficacia della misura nel raggiungimento degli obiettivi previsti.