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I 7 principi vinciani per il Project Manager di successo

di Alessia Valentini

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Il lavoro del Project Manager richiede puntuali capacità tecniche, delicate attitudini diplomatiche, certosine risorse organizzative e spiccate attitudini alla leadership. Eppure, a volte tnon basta per avere successo...

Spesso, per sperimentare un nuovo impulso di crescita professionale, un Manager Manager ha bisogno di trovare soluzioni innovative. E quale migliore espediente se non ricorrere alle tecniche ispirate al un vero genio come Leonardo Da Vinci? La teoria del “Pensiero geniale” (Genius Thinking) trova applicazione nei corsi per la crescita personale e per lo sviluppo di nuovi stili di leadership.

Applicandone i principi, il Project Manager impara a ottimizzare le proprie capacità professionali, sperimentare un approccio innovativo al classico sistema di conduzione e gestione del progetto affrontando problemi e difficoltà di lavoro in una nuova ottica.

Michael J. Gelb è il maggiore esperto mondiale sull’applicazione del pensiero geniale, nonchè pioniere del pensiero creativo, apprendimento accelerato e leadership innovative, consulente organizzativo in seminari per società come IBM e Microsoft.

Tracciando una metodologia – descritta nel libro Pensare come Leonardo che traendo spunto dalla vita di Leonardo Da Vinci, propone sette principi utili a stimolare il pensiero creativo, affinare i sensi, liberare l’intelligenza armonizzando corpo e mente per realizzare una diversa modalità di espressione.

1. Curiosità: predisporsi a un atteggiamento di insaziabile interesse verso ciò che non si conosce, per attivare conoscenza, saggezza e inventiva. Obiettivo, diventare abili nel porsi le giuste domande. Dapprima si impara a porsi tanti interrogativi, affinando sempre più la capacità di focalizzarsi su un determinato tema con domande semplici ma specifiche, tanto puntuali da arrivare ad osservare un certo problema da un punto di vista precedentemente ignorato.

2. Dimostrazione: impegnarsi a verificare le conoscenze attraverso l ‘ esperienza, la continuità e la volontà di imparare dai propri errori. Ricercando la prova pratica ed empirica di ogni nuova idea, sgombrando la testa da preconcetti e tradizioni limitanti, si impara ad affrontare un problema con determinazione, mettendo in dubbio le proprie convinzioni e facendo affidamento sull’esperienza diretta come fulcro di saggezza.

3. Sensazione: affinare i sensi per rafforzare le proprie esperienze. Imparare l’ascolto attivo, osservare anche i minimi dettagli e trarre vantaggio dall’affinamento di olfatto, gusto e sensazioni tattili migliora la concentrazionee porta ad una maggiore reattività sul lavoro, nonchè una ottimizzazione delle capacità di problem solving.

4. Sfumato: accettare il dubbio, il paradosso e l’incertezza, per familiarizzare con l’ignoto. Da questo principio vinciano deve scaturire la creatività, l’idea nuova; coltivare i dubbi significa fermarsi a pensare, “dormirci sopra”, per formulare un nuovo concetto risolutivo. Non è escluso anche il ricorso all ‘ intuito ma senza fretta, senza lasciarsi sopraffare dall ‘ ansia. È fondamentale fermarsi, riflettere e poi agire.

5. Arte/Scienza: sviluppare un proprio equilibrio fra logica e immaginazione, allenando l’emisfero cerebrale sinistro e destro, si impara a sfruttare il mind mapping, tecnica di problem solving per generare e organizzare le idee. Concepito da Tony Buzan consente di effettuare mappe mentali per risolvere problemi o criticità. Si tratta di uno schema grafico che rappresenta il problema e tute le possibili idee risolutive, collegate per dipendenza o logicità. Con questi esercizi, si impara ad effettuare il mind mapping senza l ‘ ausilio della carta e a sfruttarlo abitualmente.

6. Corporalità: coltivare forma fisica, ambidestrismo, portamento ed eleganza. Giovenale sosteneva “Mens sana in corpore sano” e anche la scienza moderna ha provato ripetutamente che le condizioni del corpo influiscono sulla mente. Mantenere la migliore forma fisica contribuisce a guadagnare in elasticità mentale.

7. Connessione: riconoscere ed apprezzare le correlazioni fra fenomeni e fattori, per imparare a sviluppare il pensiero sistemico. Su ogni oggetto di riflessione ci si deve sforzare di pensare a 360° e considerare tutte le possibili varianti e interdipendenze connesse. Serve a guardare i problemi da diverse angolazioni facendo emergere ogni possibile collegamento, per non lasciarsi sfuggire l’analisi di alcuna possibilità.

Gelb insegna ad allenarsi seguendo un percorso guidato, che si snoda lungo passi incrementali. Si comincia con l’autovalutazione basata su quesiti – per testare il proprio livello di partenza in merito al singolo principio vinciano – e successivamente ci si sottopone a esercizi di “rinascimento personale e professionale”. A completamento di ogni serie di esercizi vengono poi suggerite letture di approfondimento e strumenti per la messa in pratica di ogni principio.

Al termine del libro viene proposta un ‘ interessante curiosità: un corso di disegno vinciano. Apparentemente può sembrare futile ma, seguendo la filosofia espressa nel libro, ci si accorge che la capacità di disegnare seguendo il metodo proposto da Gelb aiuta, ancora una volta, a considerare le cose da un diverso punto di vista, a ragionare senza usare i propri precostituiti schemi mentali e a liberare la propria creatività: lo scopo non è imparare a disegnare ma ad osservare, con la massima concentrazione ed esercitandosi con costanza per imparare una nuova capacità!