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Mutui e prestiti: da fine luglio sale ancora il costo della rata

di Alessandra Gualtieri

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Mutui a tasso fisso e variabile, prestiti a imprese e famiglie: più pesante la rata di rimborso con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla BCE.

Tempi difficili per chi deve chiedere mutui e prestiti. Dopo oltre 10 anni, la BCE (Banca Centrale Europea) ha deciso di alzare i tre tassi di interesse di riferimento (rifinanziamento principale, marginale, depositi, rispettivamente portati a 0,50%, 0,75% e 0,00%) e di conseguenza anche i finanziamenti per famiglie e imprese diventano più costosi.

Con l’aumento di 50 punti base deciso dalla BCE sul costo del denaro, con effetto dal 27 luglio 2022, scatta per prima cosa  l’aumento immediato degli interessi sui mutui a tasso variabile indicizzati al tasso di Francoforte, che tuttavia sono una quota trascurabile rispetto ai mutui variabili parametrati all’Euribor, da anni molto più conveniente e pertanto quello più diffuso anche in Italia tra i finanziamenti casa concessi dalle banche alle famiglie che non hanno optato per il mutuo fisso.

In realtà, i mutui variabili legati all’Euribor hanno già scontato un lieve rialzo a inizio mese hanno in parte scontato il primo aumento deciso a giugno, quello di 25 centesimi. L’Euribor a 1 mese, infatti, dal 1° luglio era già salito da -0,51 a -0,26% e quello a tre mesi da -0,18 a +0,13.

Rispetto a inizio anno, l’incremento è ancora più significativo: rispetto ai questi ultimi 31 centesimi in più se ne aggiungono altri 40 già registrati (la quotazione di partenza, a inizio 2022, era di -0,58). Il nuovo aumento di luglio per i tassi di interesse deciso dalla Banca Centrale Europea, di ben 50 punti base rispetto ai precedenti 25 punti di aumento del mese scorso, segnerà un inevitabile nuovo rincaro, con effetti immediati sulla rata del mutuo variabile.

Facendo qualche simulazione, su un mutuo da 200mila euro, per ogni 50 centesimi di punto la rata mensile aumenta teoricamente di 48 euro al mese se il finanziamento è a 30 anni e di 36 euro al mese se il mutuo è a 20 anni.

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Ciò nonostante, il tasso variabile resta ancora più conveniente del tasso fisso, almeno se guardiamo alle attuali quotazioni (la media è intorno al 3%. Vale ovviamente la considerazione che, in prospettiva futura, il tasso fisso salva il risparmiatore dalle variazioni in aumento e dalle incertezze di mercato, bloccando la rata sulla cifra concordata alla stipula. Tuttavia, anche l’Eurirs, il parametro a cui sono ancorati questi mutui, sta registrando nel corso del 2022 una notevole volatilità, con il rischio di brutte sorprese per chi si apprestava a chiedere un mutuo fisso e si era già fatto qualche conto in tasca.