Polizza rendita vitalizia, soluzione semplice per integrare la pensione futura

di Alessandra Caparello

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La Polizza a Rendita Vitalizia permette di integrare la pensione pubblica con una somma di denaro vita natural durante: come funziona e a chi conviene.

Uno degli strumenti di risparmio più usati dagli italiani è la polizza vita che in linea generale permette, a fronte del pagamento di un premio, di provvedere economicamente al proprio nucleo familiare o altre persone precisamente designate qualora si verifichino determinati eventi. Tra le varie polizze, particolare attenzione merita quella sulla vita a “Rendita Vitalizia”.

Questo tipo di polizza permette di integrare il sistema pensionistico pubblico ottenendo una somma di denaro vita natural durante. Vediamone i dettagli

Cos’è la polizza vita a rendita vitalizia

Particolare polizza assicurativa che rientra nel ramo delle assicurazioni vita, la polizza rendita vitalizia si stipula  con un ente privato (banca, assicurazione,  istituto finanziario) per integrare  la pensione, ottenendo una somma di denaro, versato  periodicamente a seguito  del pagamento di un premio unico o periodico.

In sostanza la polizza sulla vita  del tipo “Rendita Vitalizia” permette di integrare il sistema pensionistico pubblico ottenendo una somma di denaro erogata periodicamente nel tempo: a seguito del pagamento di un premio unico o periodico, in poche parole, si riceverà una rendita pagata a vita.

Polizza rendita vitalizia: come funziona

La rendita vitalizia è una somma che verrà pagata a vita, secondo le tempistiche concordate con l’impresa di assicurazione e previste nel contratto. La rendita vitalizia può essere di due tipi:

  • Immediata: si versa il premio in un’unica soluzione e dopodiché l’impresa assicuratrice liquida all’assicurato, sin da subito, una rendita vitalizia rivalutata di anno in anno, finché vive. In questo caso, non è previsto il rimborso anticipato (riscatto) del capitale;
  • Differita: si versa il premio in un’unica soluzione o in più rate, l’impresa assicuratrice liquida la rendita a partire da una data concordata. Quindi non lo fa subito ma dopo un periodo di tempo, detto “periodo di differimento”, durante il quale la compagnia accumula i premi versati senza pagare alcuna rendita. Anche questa rendita si rivaluta di anno in anno e viene versata finché l’assicurato resta in vita. Nel periodo di differimento si può anche chiedere il riscatto. La richiesta di prestazione mediante riscatto presenta degli oneri che devono essere sempre indicati nelle condizioni contrattuali.

Come funziona? In primis la compagnia assicurativa accantona il denaro versato, dedotti i costi, in un fondo interno che essa stessa gestisce (cosiddetta “gestione separata”) per generare dei rendimenti che confluiranno nella prestazione dovuta. Tale prestazione, pertanto, si rivaluta in funzione dell’andamento del fondo.

Il premio della polizza, come detto poc’anzi, può essere versato in un’unica soluzione, con la possibilità di versare ulteriori integrazioni, oppure a rate. Se l’assicurato viene a mancare durante il periodo di versamento delle rendite, allora la prestazione si interrompe e il contratto termina. Se la rendita è reversibile, la prestazione spetta alle persone indicate dal contraente assicurato sul contratto.
Se il decesso dell’assicurato avviene invece durante il periodo di differimento, i premi versati generalmente verranno restituiti, al netto dei costi, ai beneficiari indicati.

A chi conviene

E’ sicuramente uno strumento di risparmio conviene a chi, avendo capitali a disposizione, vuole garantirsi una pensione dignitosa visto che garantisce un reddito sicuro in futuro. Tuttavia più si è in là con l’età e meno si deve mettere in un’assicurazione a rendita vitalizia immediata per avere una rendita.

L’aspettativa di vita è il più importante tra i tre fattori che determinano gli importi da investire (gli altri sono i costi e i rendimenti medi dei titoli di Stato nel momento in cui ti assicuri). La polizza rendita difatti è valida fino a quando l’intestatario dell’assicurazione è in vita.

L’ammontare della rendita vitalizia viene stabilito in base all’età del richiedente e l’erogazione può avvenire con importo fisso per tutta la durata dell’assicurazione o con importo variabile, ad esempio inferiore inizialmente e successivamente indicizzato in relazione all’inflazione.

Il contraente potrà inoltre scegliere la periodicità di ricezione della rendita vitalizia, ad esempio con cadenza mensile, ogni tre mesi o annuale.

Quali sono i costi della polizza

Il costo della polizza, come qualsiasi altra tipologia di assicurazione, varia da compagnia a compagnia quindi è bene scegliere a seconda della propria situazione personale. Il consiglio però è prima informarsi sulle condizioni del contratto e considerare poi il livello di rendita che si vuole ottenere, per valutare adeguatamente le somme da destinare alla polizza.

Vantaggi e svantaggi delle polizze vitalizie

Ci sono vantaggi e svantaggi nello stipulare le polizze a rendita vitalizia. Da una parte  costituiscono un prezioso strumento di pianificazione della pensione in quanto forniscono un flusso di reddito affidabile. Dall’altra, però, tale forma di polizza si caratterizza per avere un collegamento con l’andamento degli investimenti effettuati nell’ambito di una gestione assicurativa in strumenti finanziari. Rientra infatti nella definizione di “prodotti di investimento assicurativi” (IBIP) ed è quindi esposta alla variabilità dell’andamento dei mercati finanziari.

Tra i vantaggi per chi stipula una polizza vita c’è comunque anche lo sconto fiscale. In particolare, per i contratti di assicurazione sulla vita stipulati entro il 31 dicembre 2000, è prevista una detrazione del 19% dei premi versati, a condizione che la durata del contratto non sia inferiore ai 5 anni. La stessa percentuale di detrazione è prevista anche per le polizze sottoscritte dopo il primo gennaio 2001, a patto però che la copertura assicurativa preveda una delle seguenti condizioni:

  1. rischio di morte;
  2. rischio invalidità permanente superiore al 5%;
  3. rischio di non autosufficienza delle attività quotidiane.

=> Contributi prescritti e rendita vitalizia per la pensione: requisiti e domanda

Quali sono i rischi

Eventuali rischi della stipula di polizze a rendita vitalizia possono derivare da eventuali controversie sull’ammontare della prestazione, poiché gli importi ricevuti potrebbero non essere in linea con le aspettative di rendimento. Bisogna fare particolare attenzione alle condizioni indicate nel contratto.

Altro rischio è di incorrere in eventuali penalità se non si leggono attentamente clausole e condizioni contrattuali.  Infine, da non sottovalutare il rischio che in caso di versamenti rateizzati, l’importo delle rate potrebbe crescere in collegamento alla rivalutazione della rendita.

Il consiglio è sempre di informarsi sulle condizioni del contratto e considerare il livello di rendita che si vuole ottenere, per valutare adeguatamente le somme da destinare al risparmio.